La Supercoppa italiana in Arabia Saudita continua a tenere banco negli ambienti politici e sui social network in maniera assolutamente fuori luogo. La sede della partita in un Paese dove sono in vigore leggi molto restrittive nei confronti delle donne ha scatenato un dibattito che ha oltrepassato i confini puramente sportivi. Siamo d'accordo che le leggi in vigore nella monarchia saudita sono inaccettabili se viste con gli occhi dell'occidente, ma non sono certamente una novità di gennaio. In realtà nell'ultimo anno le donne saudite hanno conquistato qualche diritto in più, quello di poter accedere agli eventi pubblici (cosa che era proibita fino al 2017) e quello di recarsi sul posto in questione anche senza un accompagnatore.

Allo stadio di Gedda ci saranno settori esclusivamente dedicati alle donne ed altri interamente maschili, questo è certamente discutibile, ma ribadiamo che la questione è nota. O si prende una posizione netta a livello politico e si escludono a priori i Paesi con questa tipologia legislativa dai bandi, oppure si fa semplicemente silenzio. Le prese di posizione di determinati leader politici (Matteo Salvini, Giorgia Meloni, ma anche Laura Boldrini) sono tardive e vuote di significato oggi, a sei mesi di distanza dalla scelta della sede del match che, ricordiamo, è stato assegnato con regolare bando. Un concetto che viene ribadito a chiare lettere dal presidente del CONI, Giovanni Malagò che parla di 'trionfo dell'ipocrisia' e ricorda che nessuno si permette di contestare la partecipazione dell'Italia (qualificazioni permettendo) ai prossimi Mondiali di calcio in Qatar dove le normative sono simili a quelle saudite.

'Se c'era un problema legato all'Arabia, bisognava escluderla a priori'

Malagò ovviamente contesta la linea politica in Arabia Saudita che, ancora oggi, esclude la parità di genere. "Quello che accade in quel Paese è da contestare - dice il presidente del CONI - ma il caso della Supercoppa è il trionfo dell'ipocrisia. C'è stato un bando aggiudicato a luglio dell'anno scorso, quella dell'Arabia Saudita è stata la migliore offerta".

Malagò è stato intervistato ai microfoni di 'Radio anch'io sport' a Rai Radio 1, dove ha ricordato che "la Lega di Serie A è un ente privato che ha fatto un bando e se c'era un problema legato all'Arabia, allora era necessario non farla partecipare al bando". Ed a proposito di ipocrisie, il numero uno del CONI cita la prossima fase finale della Coppa del Mondo di calcio che si terrà nel 2022 in Qatar.

"Il Qatar ha le stesse leggi saudite - sottolinea - ma stiamo facendo la danza della pioggia per rivedere l'Italia ai Mondiali". In parole povere, o si adotta la medesima linea per tutto, oppure si accetta tutto con dignitoso silenzio. A quanto pare in tanti hanno perso l'ennesima buona occasione per tacere.