Notte del 22 maggio 2010. Stadio Santiago Bernabeu. L'Inter batte il Bayern Monaco nella finale di Champions League per 2-0. Il principe Milito gonfia la rete per due volte, regalando ai tifosi nerazzurri un'emozione indescrivibile. Il sogno diventa realtà. Capitan Zanetti alza la coppa dalle grandi orecchie dopo ben 45 anni, davanti a 75.000 spettatori. Notte di lacrime e gioie. Notte di festeggiamenti e addii. Notte in cui la storia d’amore fra i tifosi interisti e l’amato Mourinho giunge al termine… o forse no. Perché le storie d’amore, quelle più vere, non hanno mai fine.

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Le dichiarazioni d'amore dopo l'addio all'Inter

Le dichiarazioni di stima del tecnico portoghese verso l’ambiente interista non si sono mai arrestate. Definita da Mourinho “una relazione d’amore”, la storia con la squadra e con il tifosi è proseguita anche durante le esperienze del tecnico al Real Madrid, al Chelsea e al Manchester United, nelle costanti parole d'affetto e nei dolci ricordi custoditi nel cuore dello Special One, nonchè nella rivalità continua con la "nemica" di sempre, la Juventus.

Mourinho, stadio Old Trafford, ricorda il Triplete ai tifosi juventini
Mourinho, stadio Old Trafford, ricorda il Triplete ai tifosi juventini

Si ricorderà il gesto delle tre dita simboleggiante il triplete, mostrato ai tifosi juventini sul campo dell'Old Trafford. Insomma, i due anni all'Inter del tecnico portoghese sono stati e resteranno sempre "un ricordo speciale" nella mente dello Special One, nonchè nel suo cuore di tifoso nerazzurro.

L'addio al Manchester riaccende le speranze dei tifosi nerazzurri

Così l’addio ai Red Davils il 18 dicembre, dopo ben 3 stagioni, ha riacceso la speranza dei tifosi interisti di rivedere lo Special One sulla panchina nerazzurra.

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D’altra parte le sue dichiarazioni su un possibile ritorno sulla panchina interista, definito come “un grandissimo onore”, lasciano aperte le porte alle speranze di milioni di tifosi nerazzurri. Vero è che il tecnico, con già una personalità autocritica e razionale, ha dichiarato di sentire il bisogno di tranquillità per analizzare i suoi precedenti percorsi e per prepararsi al meglio a eventuali esperienze future. Tutto vero, ma lo Special One è coraggio, ambizione, voglia di sfida...

e cosa ci sarebbe di più entusiasmante che riaccendere l'anima di una squadra ormai spenta come quella nerazzurra? Insomma, ai tifosi non resta che continuare a sognare, ma con un occhio aperto... perché loro, da quel 22 maggio, lo sanno bene che i sogni possono sempre diventare realtà.

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