La notizia è ufficiale ed è rimbalzata su qualsiasi notiziario e social network: Sergio Pellissier, capitano del Chievo, lascia definitivamente i campi di calcio, per restare nelle retrovie dirigenziali del club calcistico che lo ha ospitato per 19 lunghi anni di servizio nelle sue fila. Si tratta di un altro grande del calcio italiano che lascia un posto vuoto nel cuore dei tifosi, in qualche modo come Daniele De Rossi, che lascia definitivamente la maglia romanista, a 36 anni, e attaccando gli scarpini al chiodo degli spogliatoi della sua squadra del cuore.

Dopo Francesco Totti, uscito letteralmente dai giochi nel 2017 per osservare da lontano l'erba verde degli stadi, un altro "gladiatore" della storia calcistica della squadra A.S. Roma, oltre che italiana, anche De Rossi si sente giunto al traguardo dell'avventura "nella sua casa", durata ben 18 anni di vita e di esperienza professionale in qualità di atleta giallorosso. L'ex braccio destro di Totti non sta sicuramente abbandonando del tutto lo sport in questo modo, ma proseguirà la sua corsa per intraprendere una nuova avventura.

Dopo tutto questo tempo, lo si può considerare come il cuore pulsante dell'AS Roma, stando anche alle considerazioni del presidente del club, James Pallotta.

Definito da Nesta "uno dei centrocampisti più forti del calcio italiano ed europeo", oltre che giocatore professionista, De Rossi ha da sempre portato nel cuore e nello spirito la vera e genuina tifoseria romanista, portandola in campo sempre con grande orgoglio e affermandosi come uno dei migliori centrocampisti d'Europa.

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De Rossi ha cominciato a calcare i campi con la maglia romanista nel lontano 2001, anno del suo debutto, per intraprendere una lunga scalata che lo ha condotto a indossare la maglia (e la responsabilità) della fascia da capitano. Come ogni ultimo abbraccio che si rispetti, ogni addio porta con sé tante lacrime di commozione e affetto, che di certo non mancheranno durante la sua ultima partita contro il Parma del prossimo 26 maggio, quando indosserà per l'ultima volta la maglia giallorossa.

Questo addio però sembra essere del tutto inaspettato, cogliendo di sorpresa coloro che consideravano ormai scontato il rinnovo del suo contratto, in scadenza il prossimo 30 giugno 2019. La decisione pare essere stata presa dalla stessa società calcistica, rifiutandogli un'altra stagione da calciatore e offrendo al suo posto una carriera da dirigente, attualmente rifiutata da De Rossi.

Esce dalla porta, entra dalla finestra: dagli spogliatoi alla dirigenza

A quanto pare, come nel caso di Pellissier, il ruolo nei piani alti della dirigenza del club sembra l'offerta che spesso viene proposta a un calciatore negli anni fedele al proprio club, come è successo ad altre grandi stelle del passato calcistico.

Gli esempi più fulgidi in questo settore sono sicuramente il grandissimo ex capitano nerazzurro Javier Zanetti, l'ex capitano del Milan Paolo Maldini o lo juventino Pavel Nedved, oltre che il sopracitato Francesco Totti. Sicuramente un gesto di affetto nei confronti di professionisti che oltre ai piedi, ci hanno davvero messo il cuore per la loro squadra, portando avanti una carriera di capitani e di giocatori davvero indiscutibile. Distinti anche per la loro etica e per il loro buon cuore, queste stelle del calcio italiano hanno portato avanti le loro vite al di fuori dei campi di calcio, ma senza mai dimenticare il loro primo amore, rimanendo ben legati a doppio filo al loro club.

Non sempre questo è successo con alcuni "pibes de oro" del fulgido passato: parliamo di figure talvolta rimaste incastrate in affari poco dignitosi e scandali, aprendo capitoli poco felici di cronaca sportiva. Da Ronaldo, fenomeno interista degli anni Novanta, a Adriano, passando per Maradona, sono diversi gli episodi di calciatori che hanno servito con successo la loro squadra, ma con la quale non hanno più avuto a che fare. Dalle stelle alle stalle, a volte è facile passare da un capo all'altro del termometro dell'opinione pubblica e della tifoseria, un segnale che arriva chiaro nel momento in cui un giocatore fa parlare di sé più nel gossip, che per il suo impegno calcistico. O non fa parlare per nulla.

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