Lugano-Inter 1-2 sarà ricordata come la prima vittoria, anche se non ufficiale, di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra. Dopo tanto mercato e i primi allenamenti con molto lavoro, il pallone è finalmente tornato a rotolare per novanta minuti filati. Il nuovo corso nerazzurro riparte da un successo, contro una squadra che l’anno prossimo farà l’Europa League, e con tante buone indicazioni soprattutto dai centrocampisti.

Il test vale poco invece per attacco e difesa, per valutare i due reparti bisognerà aspettare le altre amichevoli, prima fra tutte quella con il Manchester United di sabato prossimo.

Lugano-Inter 1-2: brillano Perisic e Sensi a centrocampo

I primi segnali positivi dopo Lugano-Inter 1-2 di ieri pomeriggio arrivano dal centrocampo. C’era grande attesa per capire come Ivan Perisic avrebbe interpretato il ruolo di esterno sinistro del centrocampo a cinque.

La nuova posizione stuzzica il croato che è rimasto ed è convinto di poter essere l’uomo giusto per Conte. Ieri ha dato le prime dimostrazioni: sempre nel vivo del gioco, ha fornito l’assist a Brozovic per il secondo gol, ed è stato di fatto il più pericoloso dei suoi. La fase offensiva però non gli è mai mancata, ieri si è fatto notare per qualche buon rientro e soprattutto per la predisposizione mentale di affrontare la fase difensiva con la stessa intensità di quella d'attacco.

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Ovviamente anche per lui si aspettano altri test per capire i suoi miglioramenti quando dovrà proteggere la porta da avversari più temibili.

L’uomo copertina è però Stefano Sensi. Appena arrivato dal Sassuolo e strappato al Milan, l’azzurro ha segnato il primo gol dell’anno con un bel tiro da fuori e si è fatto notare per tante ottime iniziative. In origine sembrava dovesse fare il regista, invece Conte lo ha schierato mezzala e lui ha sfruttato l'occasione con continui inserimenti tra le linee che hanno destabilizzato e non poco la difesa avversaria.

Bene anche Candreva a destra, sostituito da Lazaro nella ripresa e anche qui qualche buon guizzo è arrivato. Un pochino in ritardo Gagliardini, il suo fisico possente ha bisogno di più chilometri rispetto agli altri per entrare a regime.

Inter: giudizio sospeso per difesa e attacco contro il Lugano

Lugano-Inter non ha invece fornito grandi indicazioni per la difesa. Il passaggio alla linea a tre di Conte sembra già stato assorbito ma non possono essere gli svizzeri un test probante per capire se davvero il muro nerazzurro potrà essere punto di forza come nelle idee del neo mister.

Di certo c’è che De Vrij in mezzo alla difesa sa giocare e molto bene, come dimostrato a Roma con la Lazio, e che Skriniar come marcatore "puro" ha pochi eguali in Italia. Ora si aspetta Godin per blindare la porta di Handanovic. Guadando invece l’attacco il giudizio è sospeso perché nessuno di coloro che hanno giocato sarà parte importante della prossima Inter.

Certo qualcosina in più ci si aspettava da Longo che aveva una buona occasione ma non l’ha sfruttata, ma anche per lui vale il discorso di Gagliardini, con il suo fisico le prime settimane di ritiro sono un incubo.

Inutile parlare poi di Vergani ed Esposito, sono giovani, brillanti e stanno vivendo il sogno di allenarsi e giocare con la prima squadra. Dare un giudizio sulle loro capacità dopo pochi minuti insieme ai “grandi” non sarebbe per niente giusto. Adesso però si aspetta il mercato perché senza attacco non si va da nessuna parte. Icardi è ad Appiano Gentile e partirà, la scelta è stata di Conte che adesso vorrebbe sia Lukaku che Dzeko. Per il belga la prima offerta da 60 milioni non basta ma la trattativa prosegue e c’è ottimismo. Per il romanista c’è stato un grosso riavvicinamento e non è escluso che qualcosa possa muoversi già durante la settimana.

Tirando le somme della prima uscita stagionale dell’Inter quindi non si può che apprezzare la grande abnegazione del gruppo nel seguire il nuovo allenatore. Conte chiede tanto, e nei giorni scorsi ha torchiato non poco il gruppo sia fisicamente che tecnicamente, ma tutti sembrano essere convinti che possa essere l’uomo giusto per arrivare a traguardi importanti. Lugano-Inter è stata solo la prima tappa di un lungo percorso.

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