"Mi sono fidato su alcune cose, ma non avrei dovuto. Parlo dei limiti della rosa". Il nefasto martedì di Champions League in casa Inter sta facendo discutere non tanto per la rocambolesca sconfitta in casa del Borussia Dortmund (3-2 per i tedeschi nonostante all'intervallo i nerazzurro fossero in vantaggio di due reti) quanto per l'amaro e duro sfogo di Antonio Conte nei confronti della società. L'allenatore pugliese per l'ennesima volta ha sottolineato le lacune numeriche dell'organico e ha tuonato contro il club che avrebbe disatteso ad alcuni impegni presi in sede di mercato estivo.

La Gazzetta dello Sport ritiene che siano soprattutto tre i giocatori che l'ex Chelsea avrebbe voluto con sé in questa prima esperienza interista e che, invece, o sono rimasti dov'erano, oppure sono approdati altrove. E si tratterebbe di nomi di qualità ma soprattutto di una buona di esperienza che sarebbe risultata utile in particolare ai giovani talenti acquistati quest'anno dalla società del Gruppo Suning.

Sembra, infatti, che durante il Calciomercato estivo Conte abbia fatto espressamente i nomi di Arturo Vidal (Barcellona), Edin Dzeko (Roma) e Fernando Llorente (ai tempi svincolato ed ora in forze al Napoli).

Questa delusione spiegherebbe anche un preciso passaggio della conferenza stampa del tecnico salentino nel dopo partita di Borussia Dortmund-Inter. Infatti, dopo aver affermato che tra i giocatori attualmente a sua disposizione soltanto Godin ha vinto qualcosa d'importante, ha menzionato Nicolò Barella (ex Cagliari) e Stefano Sensi (ex Sassuolo).

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A suo parere, infatti, sarebbe ingeneroso chiedere a questi giovani di reggere da soli il peso degli impegni e delle responsabilità derivanti dall'essere calciatori di una squadra di livello come l'Inter che per blasone e storia è chiamata a competere per centrare grandi traguardi.

Dzeko, Llorente e Vidal i tre nomi della 'discordia'

La Gazzetta dello Sport ha analizzato i motivi della delusione di Antonio Conte verso la società interista che (nonostante ad agosto abbia speso 170 milioni di euro solo in cartellini) non avrebbe rispettato appieno le sue richieste.

Il primo grande motivo di rimpianto dell'ex allenatore della Juventus sarebbe Edin Dzeko. Questi, fin dalle prime battute del mercato estivo, era stato dato ormai ad un passo dall'Inter, giacché i suoi rapporti con la Roma sembravano ridotti ai minimi termini. Invece, dopo un lungo tira e molla con la società giallorossa, i dirigenti nerazzurri non avrebbero accettato di portare a termine la trattativa per 20 milioni di euro, aprendo di fatto la strada all'inatteso rinnovo del 33enne bosniaco con i capitolini.

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E proprio in questa prima fase della stagione 2019/2020, Dzeko sta dimostrando di aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori grazie anche all'ottimo feeling raggiunto con il tecnico Fonseca.

Sfumato il bomber romanista, e con Icardi ormai in partenza (anche se l'ex capitano si è trasferito in prestito al Psg solo il 2 settembre), il neo-allenatore della squadra milanese avrebbe fatto il nome di Fernando Llorente.

Infatti, dopo aver messo le mani su Romelu Lukaku, e potendo già contare su Lautaro Martinez, Conte avrebbe voluto un altro attaccante dal fisico possente e atletico che potesse fare da valida alternativa al belga, e il 34enne spagnolo aveva proprio queste caratteristiche. Inoltre, essendo già stato agli ordini del 50enne leccese ai tempi della Juventus, non avrebbe necessitato di tempo per adattarsi ai suoi dettami tattici.

Nonostante ciò, alla fine l'ex attaccante del Tottenham si è accasato al Napoli da svincolato, mentre l'Inter ha deciso di confermare in rosa Politano, costringendo di fatto l'allenatore nerazzurro ad "arrangiarsi" con il 26enne romano, rispolverandolo come seconda punta.

Infine il "nodo-centrocampo". Antonio Conte sicuramente è soddisfatto degli arrivi di Sensi e Barella che stanno dimostrando di avere i requisiti giusti per diventare dei punti fermi della mediana interista, ma al contempo pare che volesse un altro elemento di maturità ed esperienza.

E in questo caso il suo preferito sarebbe stato Arturo Vidal, con il quale ha condiviso i successi del comune passato juventino.

In realtà, per quanto riguarda il 32enne cileno, potrebbe esserci ancora uno spiraglio per gennaio, anche se risulta piuttosto difficile convincere il Barcellona a privarsi di lui durante il mercato di riparazione ed eventualmente in prestito con un probabile diritto di riscatto fissato a giugno.

Insomma, tre nomi di comprovata esperienza e affidabilità che secondo Conte non solo avrebbero arricchito numericamente la rosa dell'Inter, ma l'avrebbero anche dotata di quel bagaglio di maturità e personalità necessario per affrontare sfide delicate e di alto livello come quella che ha visto Handanovic e compagni lasciarsi raggiungere e superare dal Borussia Dortmund.

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