Gli italiani che devono stare a casa, fra le altre cose, sono orfani del calcio e di qualunque altro sport. Quale migliore opportunità per rivedere vecchie, storiche partite? L'azzurro della nazionale è il colore che più di ogni altro unisce tutti i tifosi del Bel Paese, solitamente separati dalle diversi fedi calcistiche. Quando scende in campo l'Italia, i colori non esistono o, per meglio dire, esiste solo l'azzurro.

Rai Sport in questo periodo ha già dato modo agli appassionati di calcio di rivedere alcune gare 'monumento' della storia del calcio italiano: le sfide mondiali Italia-Germania Ovest e Brasile-Italia del 1970, Argentina-Italia ed Italia-Austria del 1978, ieri sera è stata trasmessa Italia-Argentina del 1982.

Fu la prima sfida del 'gironcino di ferro' dei quarti di finale dei Mondiali di Spagna 1982, gli azzurri che venivano da uno scialbo primo turno superato solo per la migliore differenza reti nei confronti del Camerun si ritrovarono infatti nella seconda fase in compagnia dell'Argentina campione del mondo e del Brasile che era stata la squadra più spettacolare del torneo nel primo turno. Con una grande prova d'orgoglio, gli azzurri ebbero la meglio 2-1 sull'Argentina e nella seconda sfida dei quarti (terza del girone dopo che anche i verdeoro avevano superato gli argentini) si giocarono l'accesso alla semifinale contro il Brasile.

Stasera, 25 marzo, con inizio alle ore 22:25, Rai Sport trasmetterà questa leggendaria partita del 5 luglio 1982.

La lezione del Milan al nascente 'calcio totale'

Prima di rituffarci nelle emozioni del Mundial '82, Rai Sport ci propone però un'altra storica sfida stavolta a livello di club che certamente farà piacere a tutti i tifosi milanisti più "maturi" come età. Alle ore 19:40 per la serie 'Memory Doc' viene infatti trasmessa la finale di Coppa dei Campioni del 1969 tra Milan ed Ajax giocata allo stadio 'Bernabeu' di Madrid.

Non è una partita qualunque, è la sfida tra due 'santoni' della filosofia calcistica: quella 'catenacciara' fatta di difesa solida e rapide ripartenze di Nereo Rocco e quella 'rivoluzionaria' di Rinus Michels, profeta del 'calcio totale'. Quella sera avrebbe vinto la tradizione italica, il Milan avrebbe sollevato la sua seconda Coppa dei Campioni imponendosi con un secco 4-1 in cui la parte del leone l'avrebbe recitata Pierino Prati autore di una tripletta.

Di Sormani l'altro gol rossonero, di Vasovic su rigore quello olandese: tra le file dei lancieri di Amsterdam c'era un giovane Johan Cruyff, che quella sera perse nettamente il duello con il nostro Gianni Rivera. I denigratori del calcio totale, però, ancora non potevano sapere che da lì a breve l'Ajax si sarebbe preso le sue soddisfazioni più grandi proprio contro le formazioni italiane.

Dedicato a Gatano Scirea

Dopo Milan-Ajax, alle ore 21:20 va in onda uno speciale dedicato a Gateano Scirea, campione e gentiluomo perno della nazionale campione mondiale del 1982 e della Juventus che vinse tutto nella prima metà degli anni '80.

Viene ripercorsa la sua carriera, dagli esordi con l'Atalanta nei primi anni '70 fino all'approdo a Torino nel 1974 e la sua carriera in azzurro iniziata nel 1975 con tre mondiali disputati nel 1978, 1982 e 1986. Infine la sua tragica ed assurda morte il 3 settembre del 1989 in un incidente stradale, quando da allenatore in seconda della Juve era andato in Polonia a visionare la squadra avversaria dei bianconeri in Coppa Uefa.

'La partita'

Gaetano Scirea era ovviamente in campo quel caldissimo pomeriggio del 5 luglio 1982 allo stadio 'Sarrià' di Barcellona per Italia-Brasile, match che assegna un posto alle semifinali dei Mondiali di Spagna.

Dalle ore 22:25 Rai Sport trasmette quella che per molti appassionati di calcio è 'la partita' per eccellenza nella storia del calcio italiano, al pari - se non ancora superiore a livello di emozioni - del 4-3 tra Italia e Germania Occidentale del 1970.

Sicuramente fu 'la partita' per Paolo Rossi, autore della storica tripletta che lo consegna alla mitologica calcistica come 'l'uomo che fece piangere il Brasile'. Il 3-2 del 'Sarrià' è probabilmente la massima esaltazione del gioco all'italiana, capace di mettere a nudo tutti i difetti di una selecao fortissima (alla quale, ricordiamo, sarebbe bastato il pareggio per passare il turno in virtù di una migliore differenza reti) che annoverava giocatori tecnicamente 'mostruosi' come Zico, Falcao e Socrates, ma che nel contempo presentava lacune altrettanto mostruose: un difensore centrale di alto livello, un interditore a centrocampo ed un centravanti degno di questo nome.

Il Brasile del 1982 resta comunque nella storia del calcio come limpido esempio di 'futbol bailado', secondo probabilmente solo a quello del grande Pelé, e per l'Italia di Enzo Berzot quella vittoria fu la piena consapevolezza di poter puntare direttamente alla Coppa del Mondo. Emozioni da rivivere in attesa di poter rivedere le maglie azzurre in campo nel prossimo futuro, alla fine di questo periodo surreale.

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