Claudio Gentile, ovvero il "guerriero". Una carriera straordinaria che lo ha imposto tra i migliori difensori italiani di sempre. Terzino destro nell'epoca in cui nel suo ruolo si doveva marcare a uomo, mastino e 'francobollatore', ha vinto duelli con i calciatori più forti della sua epoca, alcuni tra i più forti di ogni epoca. Gentile è l'uomo che annullò Diego Maradona ai Mondiali di Spagna e che nella stessa edizione iridata si trovò dinanzi avversari del calibro di Zico e Littbarski. Il suo nome è legato a quello splendido titolo in terra iberica, ma anche alla lunga militanza con la Juventus con cui ha vinto 6 scudetti, 2 Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e una Coppa Uefa.

Claudio Gentile è stato recentemente intervistato da varesenoi.it, non a caso. Dal Varese, infatti, è partita la sua carriera nei primi anni '70 che lo ha lanciato verso la Juventus. Nella chiacchierata con la testata lombarda, Gentile ha raccontano alcuni aneddoti della sua lunga parabola calcistica tra cui spiccano, ovviamente, i ricordi mondiali. Non ha un bel ricordo di Maradona e, probabilmente, la cosa è reciproca visto che la marcatura del terzino azzurro è stata probabilmente la più dura e implacabile subita nel corso della carriera dal 'Pibe de Oro'. Viceversa, nonostante un duello altrettanto duro, a distanza di anni con Zico è nata una bella amicizia.

'Riva mi voleva al Cagliari'

Cresciuto nelle giovanili del Maslianico, corre il 1968 quando passa al Varese e nella stagione 1970/71 viene ceduto in presto all'Arona in Serie D: qui inizia a farsi notare.

Come racconta l'ex difensore della Juve e della nazionale, a mettergli gli occhi addosso fu addirittura il più forte attaccante italiano di quell'epoca, Gigi Riva. "Lo marcai nel corso di un'amichevole disputata contro il Cagliari nel pre-campionato. A fine partita lui parlò con Andrea Arrica, mi volevano a Cagliari a qualunque cifra.

La trattativa però saltò, ero un giocatore del Varese e nella stagione successiva feci il mio esordio in Serie B. Dicevano che non avrei giocato titolare, ma feci 34 partite in quella stagione. Poi mi prese la Juventus, nel 1973". Anche a Torino, pur con grandi campioni accanto, Gentile impiegò poco tempo a imporsi: debutta in campionato contro il Verona e gioca da mediano, nella sua prima stagione colleziona 13 presenze in Serie A mentre nella seconda si prende la maglia da titolare.

"Ho giocato 11 stagioni nella Juventus per un totale di 283 partite e 9 gol", dice l'ex terzino bianconero con una punta d'orgoglio.

La favola di Spagna '82

Con la nazionale fa il suo esordio il 19 aprile 1975 a Roma contro la Finlandia in un match valido per le qualificazioni ai campionati europei 1976. "Anche qui mi dicevano che avrei giocato poco - evidenzia - e invece in nove anni ho disputato 71 partite realizzando anche un gol". Con la nazionale di Enzo Bearzot gioca da titolare i Mondiali in Argentina nel 1978 dove una splendida Italia si classifica al quarto posto. I ricordi più belli sono legali al Mondiale di Spagna, quattro anni dopo. "La partenza non fu delle migliori - ricorda - passammo da secondi al secondo turno pareggiando con Polonia, Perù e Camerun.

C'erano tante polemiche contro di noi e contro Berzot perché non aveva convocato Pruzzo e Beccalossi, senza contare che prima del Mondiale avevamo perso per infortunio anche Bettega, tutto andava storto". Il 'gironcino' della seconda fase accoppiò l'Italia con Argentina e Brasile e questa è storia arcinota. "Ci davano tutti per spacciati, ma si sa che gli italiani tirano sempre fuori gli attributi quando bisogna dimostrare qualcosa e così battemmo prima l'Argentina e poi il Brasile, poi la Polonia in semifinale (contro i polacchi Gentile era squalificato, ndr) e, infine, la grandissima vittoria in finale contro la Germania Ovest.

I duelli celebri

Contro Argentina e Brasile a Gentile toccarono in sorte i due calciatori più temuti di quel mondiale, Diego Maradona e Zico.

Due marcature arcigne, in particolare quella su Maradona che ne uscì quasi ridimensionato, mentre Zico gli sfuggì solo nel primo tempo quando il fuoriclasse brasiliano con uno straordinario numero servì a Socrates il pallone del momentaneo 1-1. "Sinceramente non ho un bel ricordo di Maradona, a fine partita si rifiutò di darmi la mano e la maglia. Zico (al quale Gentile strappò la maglia nell'impeto della marcatura, ndr) è invece un gran signore e siamo amici ancora oggi: davvero una bella persona". Legata a Spagna '82 c'è anche la famosa partita a scopone sull'aereo che stava riportando in Italia i neo-campioni del mondo insieme al presidente della Repubblica, Sandro Pertini. "Pertini è stato un grande uomo e un punto di riferimento, ricordo che ci ringraziò dicendoci il bene che avevamo fatto al paese con quella vittoria.

Sulla partita a scopone invece non voglio dire nulla rispetto a quello che è noto perché è leggenda e tale deve restare, come il passaggio della borraccia tra Coppi e Bartali".

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