Carlo Pellegatti è intervenuto nel podcast di 352 insieme a Franco Ordine e Sandro Sabatini per difendere Massimiliano Allegri dalle critiche sul suo gioco, giudicato troppo difensivo. Il noto giornalista ha richiamato l'attenzione dei tifosi sulla stagione 2010‑11, quando Allegri disponeva di attaccanti del calibro di Ibrahimović, Pato e Robinho, sottolineando come oggi la squadra sia profondamente diversa.

Il confronto tra passato e presente

Pellegatti ha osservato che “la gente non conosce la storia. Quando Allegri nel 2010/11 aveva gente come Boateng, Pato, Ibra e Robinho, 65 gol fatti e 24 subiti.

Oggi Allegri ha un attacco che fa fatica, un centrocampo che regge specialmente su Modric e una difesa equilibrata, e allora non è che ogni domenica puoi fare il fenomeno”. Con queste parole ha voluto evidenziare come la qualità e la profondità della rosa di allora non siano paragonabili a quelle attuali.

La stagione 2010‑11

La stagione 2010‑11 fu particolarmente significativa per il Milan. Allegri, subentrato a Leonardo, poté contare su una rosa di alto livello, con innesti come Ibrahimović e Robinho che portarono un contributo decisivo. Il club vinse lo scudetto con 82 punti, grazie anche a un attacco prolifico e a una difesa solida. La presenza di giocatori come Boateng, Pato, Ibrahimović e Robinho fu determinante per il successo.

Oggi, invece, la squadra appare meno brillante in attacco e più dipendente da elementi come Modric a centrocampo, con una difesa solida ma senza la stessa incisività offensiva di allora. Pellegatti ha voluto ricordare che non si può pretendere lo stesso rendimento da una squadra con caratteristiche diverse.