Il viaggio di oggi richiede un passaporto speciale, quello di chi sa guardare oltre la superficie. Dimenticate le luci di Rio: atterriamo nel profondo entroterra Paulista, a circa 562 metri sul livello del mare, dove la Terra Roxa non è solo un suolo vulcanico e fertile, ma un marchio indelebile sulla pelle. In questo angolo di Brasile il clima è tropicale, scandito da un sole che non concede sconti e da una flora dominata dalla maestosità dell'Ipê Amarelo e del secolare Jequitibá, simboli della foresta tropicale stagionale, dove il silenzio è interrotto solo dal canto ritmico del Bem-te-vi e dal laborioso picchiettare del João-de-Barro tra le distese di piante di caffè.

In Brasile questo oro verde è un rito universale, un must che qui diventa un segno di ospitalità sacra, spesso accompagnato dal profumo di una Coxinha fritta o di una Pamonha appena tolta dalle foglie di mais nelle fiere locali.

Edson Aparecido Ermenegildo e il Mirassol

In questo scenario di operosità antica, il tempo sembrava essersi fermato per cent'anni tra le piantagioni e le polverose strade di Terra Roxa, nutrite dalle acque del fiume São José dos Dourados. In questo lembo di terra nasce, il 14 luglio 1957, l’uomo che avrebbe rimescolato le gerarchie del calcio brasiliano: Edson Aparecido Ermenegildo. Egli non è un investitore arrivato da fuori, ma un figlio viscerale di questa provincia e dei circa 65.000 abitanti di Mirassol.

La sua autorità è scolpita in una carriera senza precedenti: per 44 anni ha servito lo Stato come delegato di Polizia, forgiando una mentalità basata sul rigore e la legalità che lo ha portato successivamente a diventare sindaco della città. In questo intreccio tra legge e amministrazione pubblica, Ermenegildo ha inserito il suo terzo pilastro, la presidenza del Mirassol Futebol Clube, guidato da oltre trent’anni con una visione civile: dimostrare che l’eccellenza nasce dalla programmazione. Sotto la sua guida, il club è diventato un modello di gestione a debito zero.

Luiz Araujo, l'affare, lo scouting

La scintilla economica di questo impero nasce dal merito e dalla lungimiranza gestionale: è il 2017 quando, a fronte della cessione di Luiz Araújo dal São Paulo al Lille per una cifra totale di circa 10,5 milioni di euro, il club incassa 2,3 milioni di dollari come premio formazione.

È con questo capitale che Ermenegildo decide di costruire un Centro di Allenamento d'avanguardia che oggi è un'oasi tecnologica ecosostenibile, alimentata da pannelli fotovoltaici. Questo investimento ha dato il via a un modello di scouting basato sul "Garimpo": un setacciamento metodico dei campionati minori alla ricerca di talenti nascosti e giovani svincolati. Un percorso di crescita finanziaria solido che ha portato i ricavi a toccare quota 60 milioni di Real (circa 12 milioni di euro).

Qui, l'eccellenza tecnologica si sposa con la scienza: mentre la città diventa polo pilota per l'Instituto Butantan nella sperimentazione del vaccino contro la Chikungunya, in campo l'allenatore Rafael Guanaes — laureato in Educazione Fisica negli USA e prossimo alla seconda laurea in Neuroscienze — applica agli allenamenti i principi della plasticità del cervello.

Attraverso camere di fluttuazione (unici con il Flamengo) e metodi nati studiando simulatori come Football Manager, Guanaes allena i suoi uomini ad adattarsi cognitivamente e con estrema rapidità a ogni nuova situazione di gioco. La cronistoria del Leão da Alta Araraquarense è una scala salita con pazienza: dopo la vittoria della Série D nel 2021, il club ha vissuto un anno di necessario assestamento in Série C senza ottenere la promozione, consolidando la categoria prima di esplodere nel 2022 con il salto in Série B e la storica vittoria sul Grêmio in Copa do Brasil.

Dal sesto posto in B nel 2023

Il cammino è proseguito con l’amaro sesto posto in Série B nel 2023, dove la seconda miglior difesa del campionato non bastò ad ottenere la promozione per un solo punto.

Eppure, tra le polverose gradinate del Maião, quella ferita non sapeva di sconfitta: quella stagione straordinaria trasudava la sensazione elettrica di un preludio, un appuntamento con la gloria semplicemente rinviato per permettere al destino di affilare meglio i suoi artigli. Il miracolo del salto in Série A Betano, ottenuto finalmente nel 2024, ha avuto inizialmente il volto e il cognome di chi ha composto una vera sinfonia calcistica: Mozart. L’ex centrocampista della Reggina, volto noto del nostro calcio, ha trascinato i gialloverdi nel massimo campionato prima di scegliere di rimettersi in gioco ripartendo dal Coritiba. La panchina passa così a Ricardo Catalá, ma il rapporto non decolla.

È a questo punto che il destino serve un incredibile incrocio di esoneri contemporanei: mentre il club liberava quest’ultimo, l’Atlético Goianiense allontanava Rafael Guanaes. Un incontro tra “svincolati” che ha cambiato per sempre la storia del club. Il 2025, l'anno della storica prima stagione d'esordio in Série A Betano, non poteva rappresentare una celebrazione migliore per i cento anni di storia del club e dello stadio José Maria de Campos Maia, per tutti il Maião, nati entrambi nel 1925.

Al quarto posto in A del 2025

La prima stagione nella massima serie si è conclusa con un impressionante quarto posto, frutto di un calcio spregiudicato da 63 gol fatti e una solidità da 39 subiti. Il Leão è stato la vera sorpresa del campionato, capace di entusiasmare e affascinare anche chi non tifa per i colori gialloverdi.

Un'impresa resa titanica guardando la classifica finale: dietro il piccolo Mirassol sono finiti colossi come Santos, Corinthians, Internacional de Porto Alegre, Atlético-MG, Bragantino, Fluminense, Grêmio, São Paulo e Botafogo. Squadre storiche, di prestigio immenso e con potenzialità economiche infinitamente superiori, costrette a guardare dal basso la scalata gialloverde. Un cammino impreziosito da vittorie prestigiose sul Palmeiras (poi finito campione), sull'Internacional e sul São Paulo in un derby indimenticabile. In campo, il 4-3-3 di Guanaes è un manifesto di equilibrio: una difesa solida fa da fondamenta a un calcio basato sul possesso palla con passaggi corti e rapidi, con una predilezione per la fascia sinistra.

In questa zona di campo brilla la rinascita di Reinaldo. Denotando una grande lungimiranza e preparazione dell'area tecnica, il club ha deciso di puntare su di lui prelevandolo dal Grêmio quando aveva ormai 35 anni; un'età calcisticamente avanzata per un giocatore reduce da due stagioni flop e accompagnato dallo scetticismo generale.

I protagonisti

Reinaldo possiede il "vizio del gol", ma in maglia gialloverde si è superato: con 13 gol e 6 assist nel 2025, si è consacrato come il miglior marcatore assoluto della squadra. In una rosa patriottica quasi integralmente brasiliana, spiccano solo due eccezioni straniere, comunque sudamericane e culturalmente vicinissime al Brasile: il paraguaiano Antonio Galeano e l'argentino Lucas Mugni.

In questo blocco granitico splende anche la maglia numero 10 di Chico Kim. Nato in Brasile da genitori trasferitisi dalla Corea del Sud, Chico Kim è l'arma tattica che pur non essendo titolare fisso cambia il ritmo della gara subentrando a partita in corso.

È naturalizzato coreano, ma non è mai stato convocato né dalla nazionale asiatica né da quella del suo paese di nascita. Accanto a loro, il riscatto di Guilherme, globetrotter del calcio passato per Portogallo, Polonia, Turchia e Cina, con un passato al Benevento di De Zerbi. Dopo la rottura del crociato e 509 giorni di buio, ha segnato contro la Fluminense il gol decisivo per staccare il pass per la prima storica Copa Libertadores. Cent’anni dopo, questa piccola città ha finalmente smesso di essere “polvere” per diventare leggenda.

Molti protagonisti di questo straordinario cammino, come Lucas Ramon o lo stesso Guilherme, sono stati ceduti per alimentare gli ingranaggi di questo miracolo economico, ma non per questo il club intende fermarsi. L’obiettivo, per i 15.000 dell’Estádio Municipal José Maria de Campos Maia, è continuare a crescere e migliorarsi sempre di più. In fondo, è tutto scritto in quel nome: un club che “mira ao sol”, sperando solo di non bruciarsi proprio ora che la luce è così vicina. Il ruggito del Leão è appena iniziato.