Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, ha espresso con franchezza il suo stato d’animo dopo la vittoria contro il Sassuolo, sottolineando il peso dell’assenza dei tifosi all’Olimpico. “È da giugno che sono rimasto alla Lazio per il popolo laziale e ora non lo so più neanche io perché sono rimasto”, ha dichiarato, evidenziando il senso di smarrimento che accompagna una situazione ormai insostenibile.

Lo stato d’animo della squadra e le richieste alla società

Nel corso della conferenza stampa post partita, Sarri ha definito la situazione “avvilente, penalizzante, una situazione che si può gestire nel breve periodo ma ingestibile nel lungo periodo”.

Ha inoltre aggiunto: “La società qualcosa sta pensando, credo, ma bisogna fare qualcosa”. Il tecnico ha ammesso di non avere soluzioni, precisando: “Cosa può fare la società? Non lo so, non ho mai fatto il dirigente e il presidente. La storia viene da lontano. Qualcuno in società saprà quali sono le problematiche più grosse e come intervenire, però qualcosa va fatto. Non possiamo andare avanti così, è deprimente.”

Infortuni e il merito della squadra

Oltre al tema della contestazione dei tifosi, Sarri ha commentato anche gli infortuni di Danilo Cataldi e Alessio Romagnoli: “Entrambi hanno avuto un problema al polpaccio. Diventano assenze importanti, ma danno maggior merito alla squadra, oggi il pareggio sarebbe stato un’ingiustizia perché abbiamo avuto più occasioni di loro.”

Il contesto della protesta dei tifosi

La partita contro il Sassuolo si è giocata in uno stadio quasi deserto, in segno di protesta dei tifosi nei confronti della società.

La Lazio ha vinto 2‑1 grazie a un gol decisivo di Marusic nei minuti di recupero, dopo il vantaggio iniziale di Maldini e il pareggio di Laurienté. La classifica vede i biancocelesti salire a quota 37 punti, al decimo posto.

Il clima attorno alla squadra è teso: la contestazione verso la proprietà è in crescita, alimentata da una stagione segnata da mercato bloccato, rosa indebolita e numerosi infortuni. In questo contesto, Sarri appare sempre più isolato, chiamato a tenere unito un gruppo sotto pressione.