Nei suoi quasi 130 anni di storia, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha spesso affrontato crisi risolte con l'intervento di commissari straordinari. Il primo di questi fu Francesco Mauro, oltre un secolo fa; l'ultimo, nel 2018, Roberto Fabbricini, che precedette l'elezione di Gabriele Gravina, attuale presidente federale.

Francesco Mauro fu reggente e presidente a interim prima e durante la Grande Guerra, poi presidente eletto (fino al 1920) e commissario tra i due mandati di Luigi Bozino (1922-1924). Nel 1958, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali in Svezia, il presidente Ottorino Barassi si dimise.

Bruno Zauli, segretario generale del Coni, guidò la FIGC per un anno (agosto ’58-agosto ’59), lasciando con l'elezione di Umberto Agnelli.

Crisi e commissariamenti tra scandali e fallimenti sportivi

Un nuovo commissariamento avvenne nel 1986, dopo l'eliminazione dell'Italia dal Mondiale in Messico e lo scandalo del totonero bis. Federico Sordillo lasciò la presidenza. Franco Carraro, allora presidente del Coni ed ex presidente FIGC, fu nominato commissario. Dopo un anno, Carraro si dimise per un incarico ministeriale; il suo vice, Andrea Manzella, reggente fino alle elezioni di Antonio Matarrese.

La frequenza dei commissariamenti aumentò. Nel 1996-97, Raffaele Pagnozzi fu chiamato dopo la presidenza Matarrese.

Seguirono Gianni Petrucci (2000-2001), Guido Rossi (2006), che gestì il caos post-Calciopoli e celebrò l'ultimo mondiale dell'Italia, e Luca Pancalli (2007), presidente del Comitato paralimpico, che si fece da parte per l'elezione di Giancarlo Abete.

Fabbricini e la gestione post-Tavecchio

L'ultimo commissariamento, quello di Roberto Fabbricini, fu causato dalle dimissioni di Giancarlo Tavecchio per la mancata qualificazione al Mondiale 2018 in Russia. Fabbricini gestì la FIGC per alcuni mesi, fino all'elezione di Gabriele Gravina. Tali episodi mostrano una FIGC segnata da crisi e transizioni, con il commissario quale soluzione temporanea per continuità e stabilità del calcio italiano.

Nonostante le difficoltà, la federazione ha sempre dimostrato la forza di ripartire, affidandosi a figure di garanzia nei momenti più delicati.