La storica contrapposizione tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo potrebbe raccontare qualcosa in più di una semplice preferenza sportiva. Secondo un sondaggio internazionale condotto dalla Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, la scelta tra i due fuoriclasse del calcio mondiale sembrerebbe essere associata, almeno in parte, all'orientamento politico degli intervistati.
Un'indagine globale
Lo studio si basa su un sondaggio online che ha coinvolto oltre 10.000 persone in 26 Paesi. L'obiettivo era analizzare eventuali connessioni tra le preferenze sportive e altri aspetti dell'identità individuale, compresi gli orientamenti politici.
I risultati hanno evidenziato una tendenza significativa: gli intervistati che si definivano più liberali tendevano a esprimere una maggiore preferenza per Messi, mentre coloro che si identificavano come più conservatori mostravano una propensione più marcata verso Ronaldo.
Un legame più forte tra i giovani
L'associazione tra preferenza calcistica e orientamento politico appare particolarmente evidente tra gli intervistati più giovani.
Con l'aumentare dell'età, infatti, questa correlazione tende a ridursi sensibilmente, fino a diventare molto meno marcata nelle fasce anagrafiche più elevate. Un dato che, secondo i ricercatori, potrebbe suggerire una maggiore influenza dei processi identitari e culturali tra le nuove generazioni.
Le differenze tra i Paesi
L'indagine ha evidenziato anche interessanti differenze a livello nazionale.
In undici Paesi, tra cui Singapore, Cristiano Ronaldo ha ottenuto una valutazione media più favorevole rispetto al suo storico rivale. In otto Paesi, invece, è emersa una preferenza per Lionel Messi.
Nei restanti sette Paesi analizzati, i ricercatori non hanno rilevato differenze statisticamente significative tra i due campioni, segno di un equilibrio sostanziale nelle preferenze espresse dagli intervistati.
Nessun rapporto di causa-effetto
Gli autori dello studio invitano comunque alla prudenza nell'interpretazione dei risultati. La ricerca non dimostra infatti alcun rapporto di causa-effetto tra orientamento politico e preferenza sportiva.