La UEFA ha accolto con piena soddisfazione il ritiro del controverso piano della FIFA, una proposta che avrebbe consentito a investitori privati di acquisire una quota significativa delle sue principali competizioni, inclusa la prestigiosa Coppa del Mondo. Questa iniziativa, respinta all'unanimità dalle federazioni europee e da numerose altre confederazioni, aveva innescato significative tensioni e un acceso dibattito all'interno del panorama calcistico internazionale, mettendo in discussione la coesione dell'organo di governo del calcio mondiale.

Attraverso una nota ufficiale, l'organizzazione europea ha dichiarato che l'attuale dirigenza della FIFA ha «non solo perso la fiducia della UEFA, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio». L'ente ha evidenziato la gravità del profondo disallineamento emerso tra le maggiori istituzioni calcistiche mondiali, un segnale della necessità di un'urgente riflessione. Per questo motivo, la UEFA ha annunciato l'intenzione di avviare, nei prossimi giorni e settimane, un confronto approfondito con le proprie federazioni e con le altre confederazioni. L'obiettivo è analizzare le cause di quanto accaduto e formulare un piano concreto per prevenire il ripetersi di episodi analoghi, garantendo maggiore stabilità e trasparenza.

Richiesta di revisione radicale e la promessa disattesa

La UEFA ha definito la necessaria revisione come «approfondita e radicale», sottolineando che «nessuna opzione deve essere esclusa» al fine di ristabilire la fiducia e la trasparenza nei processi decisionali. Il comunicato ha inoltre richiamato l'attenzione sulla promessa fatta dal Presidente della FIFA al momento della sua elezione nel 2016: i fondi dell'organizzazione sarebbero stati destinati al servizio delle federazioni e non a scopi personali. Secondo la UEFA, tale promessa non sarebbe stata mantenuta, e l'accordo tentato è stato descritto con termini forti e inequivocabili: «squallido, opaco e concluso di nascosto».

Il piano contestato e le ripercussioni sul Presidente FIFA

Il piano, concepito dal Presidente della FIFA, prevedeva la costituzione di una società commerciale incaricata della gestione dei diritti delle principali competizioni, con una quota fino al 20% destinata a investitori privati. Questa proposta ha generato una vigorosa opposizione, in particolare da parte delle federazioni europee, le quali avevano persino paventato il boicottaggio delle competizioni FIFA, evidenziando la serietà delle loro riserve. La combinazione di pressione internazionale e critiche interne ha spinto il Presidente della FIFA a ritirare il progetto. Egli stesso ha riconosciuto che «il progetto ha creato divisioni di una natura che, indipendentemente dal livello di supporto, non sono più nell’interesse dell’obiettivo iniziale».

Nonostante l'abbandono del piano, la posizione del Presidente della FIFA appare ora sensibilmente più fragile, con il sostegno delle federazioni che rimane incerto, un fattore cruciale per la sua leadership futura.