Carlos Cordeiro, figura di spicco e consigliere senior del presidente della FIFA Gianni Infantino, ha rassegnato le sue dimissioni. La decisione, di grande risonanza nel mondo del calcio internazionale, è stata presa in segno di ferma protesta contro il controverso piano che prevede l'apertura a capitali privati per la gestione dei diritti commerciali del Mondiale, un progetto che ha suscitato ampie critiche e preoccupazioni.

Le ragioni di un addio eccellente

La notizia delle dimissioni di Cordeiro è stata diffusa il 31 luglio 2026, scuotendo le fondamenta della governance calcistica globale.

Cordeiro, che vanta un curriculum di rilievo come ex presidente della federazione calcistica statunitense fino al 2020 e con una consolidata esperienza come banchiere presso Goldman Sachs, ha motivato la sua scelta con dichiarazioni inequivocabili. Ha espresso la sua profonda contrarietà al progetto, affermando con chiarezza: “Non posso restare a guardare mentre la FIFA contempla la vendita di una partecipazione nel Mondiale. Permettetemi di essere chiaro: non ho partecipato a questa proposta e mi oppongo inequivocabilmente. Questa proposta è un male per le federazioni affiliate alla FIFA, un male per il calcio e un male per il futuro a lungo termine di questo sport”.

Le sue parole sottolineano una netta presa di posizione contro quella che considera una minaccia all'integrità e all'autonomia del calcio mondiale.

Cordeiro ha ribadito la sua estraneità alla formulazione della proposta, sottolineando la sua opposizione categorica e la convinzione che tale iniziativa debba essere respinta con decisione. Ha inoltre definito la potenziale creazione di una controllata commerciale del valore stimato di 20 miliardi di dollari come un "bad deal for football", un affare deleterio per l'intero sistema calcistico, invitando apertamente altri dirigenti della FIFA a seguire il suo esempio e a prendere una posizione chiara.

Un clima di forte tensione e minacce di boicottaggio

Le dimissioni di Carlos Cordeiro si inseriscono in un clima di forte tensione che da tempo caratterizza i rapporti tra la FIFA e alcune delle più influenti confederazioni calcistiche.

La UEFA (Unione delle Federazioni Calcistiche Europee), l'AFC (Confederazione Calcistica Asiatica) e la CONCACAF (Confederazione Calcistica del Nord, Centro America e Caraibi) si sono infatti schierate con fermezza contro il progetto di privatizzazione dei diritti commerciali del Mondiale. La loro opposizione si è manifestata anche attraverso la seria minaccia di boicottaggi delle competizioni organizzate dalla FIFA, un'azione che potrebbe avere ripercussioni significative sul calendario internazionale e sulla credibilità dell'organizzazione.

Il piano contestato prevedeva in dettaglio la creazione di una nuova controllata commerciale del Mondiale, la cui gestione sarebbe stata affidata a capitali privati.

Questa mossa strategica, volta a monetizzare ulteriormente uno degli eventi sportivi più redditizi al mondo, ha generato un'ondata di forti critiche da parte di numerose federazioni affiliate, le quali temono una perdita di controllo e di autonomia decisionale sui propri asset più preziosi. La preoccupazione principale riguarda l'impatto a lungo termine di una tale operazione sulla struttura e sui valori del calcio, con il rischio di privilegiare gli interessi economici a discapito dello sviluppo sportivo e della trasparenza.