Lunedì 8 giugno dopo mesi di unità sindacale le principali associazioni degli inquilini a #Milano si sono divise. SICET e Unione Inquilini si sono schierati contro l'accordo locale sugli affitti concordati sancendo di fatto una spaccatura con le altre organizzazioni firmatarie (SUNIA - UNIAT e CONIA) .

L'accordo locale sugli affitti nasce poco più di quindici anni fa con la l. 431/98

La legge 431/98 stabilisce alcune novità essenziali; la principale è la soppressione delle normativa regolanti: "l'equo canone" e il "patto in deroga" (rispettivamente: legge 392/78 e legge 359/92). Dal 1999 i contratti d'affitto possono essere di due tipi:

  1. Canone liberamente concordato tra le parti, con l'obbligo di fissare la durata della locazione in quattro anni con possibilità di rinnovo automatico di altri quattro anni
  2. Locazione a Canone concordato: le parti aderiscono all'accordo locale sugli affitti siglato tra le associazioni dei proprietari di casa e quelle degli inquilini. La durata di questo contratto, inferiore a quello precedente, è di tre anni rinnovabili per altri due. La durata inferiore del contratto e le agevolazioni fiscali previste nella normativa favoriscono l'accordo con canoni più bassi rispettivamente a quelle lasciate al libero mercato

E' chiaro che, dalla buona riuscita di tale accordo, dipende la redditività delle famiglie!

La posizione di SICET e Unione Inquilini

Per SICET e Unioni Inquilini l'accordo non può essere accolto.

Confedilizia (la principale organizzazione dei proprietari) infatti, ha proposto dei canoni troppo alti, in quartieri popolari come ad esempio la zona Frattini o la zona San Siro (dichiarazione del segretario generale del SICET milanese Leo Spinelli che può essere visionata dal sito sicetmilano.wordpress.com), più alti di quelle proposte a libero mercato. Per Sicet e Unione Inquilini, l'accordo, di fatto è un regalo ai proprietari che possono, non solo, chiedere affitti più onerosi ai propri inquilini ma usufruire dei benefici fiscali previsti dalla normativa.

La posizione di SUNIA, UNIAT e CONIA

D'altro canto SUNIA, UNIAT e CONIA respingono in toto le accuse. Secondo questi ultimi Milano, di fatto, non aveva nessun accordo; l'ultimo infatti era fermo dal 1999 e ormai gli inquilini sono costretti ad aderire solo a contratti a libero mercato favorendo quel fenomeno della morosità incolpevole più volte denunciato da tutti i #sindacati.

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Che tale accordo è stato raggiunto non solo con Confedilizia ma anche con tutte le associazioni rappresentative della piccola proprietà, che l'accordo è stato supportato ed incentivato dal Comune di Milano e nello specifico dall'Assessore alla Casa Daniela Benelli. L'obbiettivo principale è stato quello di abbassare gli affitti del libero mercato grazie alla presenza attiva del Comune di Milano attraverso L'Agenzia Sociale per l'Affitto (comunicato di SUNIA, UNIAT e CONIA del 16 giugno 2015, ripreso da sunia.it).

Di certo queste tensioni non aiutano alla piena comprensione e lasciano gli inquilini milanesi confusi e preoccupati.

Tutte le Organizzazioni sindacali hanno promesso assemblee per spiegare meglio le ragioni della loro scelta (il SICET e L'Unione Inquilini hanno svolto l'assemblea il 17 giugno 2015)