iPhone 6 sarà presentato domani martedì 9 settembre e il classico giro delle speculazioni e dei rumors, quel continuo alternarsi di notizie vere e bufale giunge anch'esso al termine. Facciamo il punto sulla situazione a poco più di 24 ore dal debutto del prossimo top gamma di Apple, cercando di separare, con un po' di giornalismo certosino, quelle che sono le certezze, quelle che sono le speculazioni probabili e quelle che invece sono le fantasie più assurde.

La certezza: lo schermo più grande

La certezza, forse l'unica che può essere ritenuta tale, è l'aumento delle dimensioni dello schermo.

Apple abbandona finalmente il formato che aveva accompagnato iPhone 5 e 5S per avvicinarsi di più ai modelli della concorrenza (principalmente alla linea Galaxy S del concorrente di sempre Samsung). Si parla di 4.8 pollici di diagonale, che in parte comporteranno un aumento complessivo delle dimensioni di iPhone 6 e in parte invece verranno ricavati dalla riduzione dei bezel, ovvero quelle bande nere (e nel modello bianco, bianche = che occupano la parte superiore e inferiore dello schermo).

Un aumento di dimensioni che è emblematico: sembra infatti aprirsi proprio con questo nuovo modello una nuova era per il gigante della telefonia di Cupertino, un'era lontana da quelle che erano le certezze che gli erano fornite da Steve Jobs e soprattutto, un'era che guarda più alle indagini di mercato che alle intuizioni del management.

Le recenti ricerche di mercato hanno parlato chiaro: i clienti vogliono uno smartphone più ampio e Apple, obbediente, si uniforma a questo volere.

La probabile novità

La novità più probabile dopo lo schermo è il nuovo sistema di pagamenti che sarà integrato in iPhone 6. Grazie all'utilizzo di sensori NFC infatti, il prossimo smartphone di Apple potrà essere utilizzato per effettuare pagamenti non solo online, ma anche nei negozi "normali". Una novità che in realtà era stata già introdotta da diversi dispositivi Android, ma che ha avuto problemi ad affermarsi e che potrebbe ricevere la spinta giusta proprio con l'arrivo di Apple, che avrebbe già stretto accordi con Visa e Mastercard per integrare il suo nuovo sistema nella capillare rete in possesso dei due giganti delle carte di credito.