Come purtroppo si supponeva l'uomo che nei giorni scorsi dietro il nome di Mario si era messo al centro del caso Yara Gambirasio è in realtà un mitomane o comunque una persona al di fuori della vicenda.

Nei giorni scorsi erano stati lasciati un messaggio nella cappella della chiesa dell'ospedale di Rho ed una lettera in cui l'uomo sembrava voler uscire allo scoperto come il colpevole della morte della piccola Yara.

Dopo essersi presentato alla redazione dell'Eco di Bergamo l'uomo è stato fermato mentre da una cabina cercava di mettersi in contatto con la stessa redazione del giornale.

Gli inquirenti parlano di un uomo di sessant'anni ex collaboratore di giustizia e residente a Bergamo.

Le prime notizie parlano di un uomo in stato confusionale che avrebbe detto di essere stato frainteso nelle intenzioni che volevano essere quelle di richiamare l'attenzione su un caso collegato a suo dire alla scomparsa della piccola Yara Gambirasio.

Che sia qualcuno alla ricerca di attenzioni o semplicemente una persona malata saranno le indagini a stabilirlo. La famiglia di Yara Gambirasio attende ancora la verità dal lontano 2011 quando in una triste giornata la loro piccola di 13 anni scomparve per essere poi ritrovata morta abbandonata in un campo.

Una storia infinita che dopo numerose indagini, prelievi di Dna e ricerche varie ora deve anche fare i conti con falsi allarmi e false speranze. Una storia tutta italiana ben lontana dall'essere risolta e che continua a recare dolore ad una famiglia distrutta da quel maledetto giorno del 2011.