La fase critica che attraversa la società sembra conoscere nuovi sviluppi sul piano giudiziario, aggiungendo ulteriore incertezza a un quadro già complesso. Secondo quanto emerso da fonti di stampa, la Triestina è finita sotto l’attenzione della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Trieste. Nelle prime ore della giornata di oggi 4 febbraio, gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione presso la storica sede societaria di piazzale Atleti Azzurri d’Italia.

L’operazione si inserisce in un’indagine articolata, finalizzata a ricostruire la natura e la destinazione di rilevanti flussi di denaro transitati nel tempo nei conti della società sportiva.

Secondo quanto trapela da ambienti investigativi, sarebbero numerosi gli ex amministratori finiti nel registro degli indagati, appartenenti a diversi consigli di amministrazione che si sono succeduti nel tempo. Tra questi figurerebbero anche soggetti di nazionalità statunitense e canadese, a conferma della dimensione internazionale dell’inchiesta.

L'inchiesta

Il cuore dell’inchiesta riguarda ipotesi di illeciti finanziari connessi a flussi di denaro di notevole entità, stimati in svariate decine di milioni di euro, che nel tempo avrebbero inciso sui conti della società.

In modo particolare, l’attività investigativa si focalizza su operazioni economiche riconducibili al 2023, periodo in cui una società con base a Roma avrebbe fatto confluire a Trieste ingenti risorse finanziarie. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, tali disponibilità economiche sarebbero riconducibili a finanziamenti erogati da Banca Progetto, istituto in seguito sottoposto a commissariamento da parte della Banca d’Italia. Si tratta di un filone già all’attenzione delle Procure di Milano e Roma, che da tempo stanno seguendo l’evoluzione della vicenda. Proprio la Procura capitolina, nel dicembre scorso, aveva disposto perquisizioni nei confronti degli amministratori in carica all’epoca dei fatti, ipotizzando il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Un quadro complesso e ancora in evoluzione, che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’immagine e sul futuro della storica società giuliana.

Classifica disastrosa

In classifica, la Triestina ha solo 1 punto nonostante la squadra ne abbia conquistati 24 sul campo. Questo perchè, durante questa stagione calcistica di Serie C il club giuliano ha addirittura avuto 23 punti di penalizzazione.

La situazione della Triestina in classifica, dunque, ha ormai assunto i contorni di un autentico disastro sportivo, con numeri che non lasciano spazio ad attenuanti né a letture indulgenti. Ultimo posto, distacco abissale dalla zona salvezza e una proiezione stagionale che, se confermata, condannerebbe il club a una retrocessione senza appello.

I dati parlano chiaro: dopo 24 giornate, la Triestina occupa l’ultima posizione con un bottino di punti drammaticamente insufficiente, frutto di un cammino segnato penalizzazioni frequenti. Il confronto con le dirette concorrenti è impietoso.

La differenza reti negativa certifica difficoltà strutturali anche della squadra sia in fase difensiva sia in quella offensiva, con una squadra che subisce troppo e segna poco, ma l'aspetto tattica è ormai addirittura andato in secondo piano.

A rendere il quadro ancora più cupo è il contesto generale in cui questa crisi sportiva si inserisce. La stagione della Triestina è stata caratterizzata da continui cambiamenti, scelte discutibili e una mancanza di progettualità chiara, elementi che nel calcio professionistico si pagano sempre, e duramente. Il peso psicologico di una stagione così compromessa è diventato progressivamente sempre più alto. Come dire, piove sul bagnato.