I dipendenti degli Uffici Provinciali ACI sono entrati in agitazione: stamane si sono svolte assemblee in quasi tutti i PRA d'Italia. A scatenare la protesta è stata la comunicazione con la quale l'Ente ha ridotto il buono pasto che passa così da 15 a soli 7 euro con una perdita secca mensile, per il dipendente, di una somma che varia dai 160 ai 200 euro.

Una vera e propria debacle per i sindacati che non hanno saputo difendere il potere di acquisto già scarno dei dipendenti ACI: "Un vero danno a carico dei dipendenti ACI che vedono così diminuire ulteriormente il loro potere di acquisto" chiosano tardivamente i sindacati che si incontreranno a breve con i vertici dell'ACI i quali, forti di uno stranissimo parere richiesto al Ministero, hanno deciso così di allineare i buoni pasto a quelli di tutti i dipendenti pubblici.

Così invece dicono i dipendenti ACI: "Non era certo un privilegio il buono pasto a 15 euro visto che il lavoro massacrante e continuo a cui siamo sottoposti, garantisce la corretta intestazione dei veicoli. E poi i nostri stipendi sono fermi ormai da quattro anni senza alcun aumento, con l'inflazione che corre a causa dei costi dei beni di prima necessità (anche della benzina) che in questi anni sono aumentati tantissimo...!"

Com'è noto l'ACI gestisce lo Sportello Telematico dell'Automobilista che con i suoi oltre 5000 sportelli sparsi sul territorio registra tutte le variazioni dello stato giuridico dei veicoli e gestire il pagamento della tassa automobilistica (ma solo nelle Regioni convenzionate) che viene contestualmente riversata nelle casse delle regioni.

L'ACI garantisce inoltre un regolare e cospicuo introito anche alle Province con l'incasso dell'Imposta Provinciale di Trascrizione, garantisce il regolare introito anche per lo Stato con l'incasso dell'imposta di bollo, ed ultimamente con un Decreto Ministeriale ha anche visto aumentare i suoi introiti del 30% visto l'aumento degli emolumenti.

Infine  da quale giorno è stato pubblicato il DPCM di rideterminazione della pianta organica dell'Ente: si dovranno fare ulteriori tagli e questa volta al personale, ma si spera che almeno questi vengano assorbiti dai pensionamenti.

Insomma la crisi profonda del paese colpisce ancora una volta i dipendenti dell'ACI che pagano sulla propria pelle e sul proprio tenore di vita gli anni di finanza allegra dell'Ente.