Joele Leotta, 19 anni, era arrivato da appena 10 giorni a Londra dove aveva trovato lavoro come cameriere in un ristorante. Questa opportunità lavorativa gli dava la possibilità di imparare anche la lingua in un paese che tanto amava, non sospettando neanche lontanamente che Londra sarebbe stata l'ultima meta della sua vita.

La sua esistenza è stata brutalmente interrotta da un branco di ubriachi in cui ha avuto la sfortuna di imbattersi. Dopo aver concluso il suo turno lavorativo al ristorante Vesuvius gestito dal trentenne italiano Alessandro Biscardi, situato nel centro di Maidston, in una contea del kent, Joele ha finito di lavorare e insieme all'amico inseparabile di sempre Alex Galbiati si stava avviando verso l'appartamento preso in affitto.

Sfortuna vuole che proprio in quel momento passano davanti a loro un gruppo di ragazzi lituani, evidentemente alterati dall'alcool, forse anche impasticcati, che cominciano a insultarli.

Seguono poi anche gli spintoni, pugni, calci. I due ragazzi riescono a salire all'ultimo piano del loro appartamento. I lituani però salgono le scale, e li raggiungono nel loro appartamento, riprendendo a picchiarli anche quando sono a terra. A Joele verrà inferta anche una coltellata nella schiena. La polizia è a pochi passi, accorre e arresta gli autori dell'aggressione.

Joele morirà il giorno dopo in ospedale a causa delle ferite riportate al collo e alla schiena. Sono quattro i ragazzi lituani indagati per il suo omicidio. Dovranno rispondere anche delle lesioni procurate all'amico della vittima, che ha tentato vanamente di difenderlo dall'attacco di quelle furie invasate.