Sono ancora tanti i lati oscuri sulla vicenda delle "baby squillo" a Roma. Potrebbero scattare a breve, alcuni provvedimenti giudiziari sul caso delle ragazzine minorenni che venivano sfruttate in cambio di piccole somme di denaro o persino di semplici ricariche telefoniche, per passare serate in hotel di lusso con uomini di alto prestigio.

Oltre allo sfruttamento della prostituzione, in questa assurda vicenda potrebbe esserci anche una rete di trafficanti di droga, per la quale gli investigatori stanno cercando di capire se ci fossero dei collegamenti tra gli sfruttatori e una serie di persone che fornivano alle ragazze e ai clienti cocaina per poter finire in bellezza la loro serata in un appartamento, nel quartiere Parioli.

Ricordiamo intanto che in questa storia sono finiti in carcere, insieme con la madre di una delle ragazzine e un cliente ricattatore, Nunzio Pizzacalla, Mirko Ienni e Mario De Quattro. E molto probabilmente martedì prossimo il tribunale del riesame comincerà a valutare la leggittimità delle misure restrittive per tutti e quattro gli imputati. Uno di loro, Mirko Ienni, come conferma una delle ragazzine: "faceva finta di non sapere che eravamo minorenni". La minorenne è stata interrogata davanti ad uno psicologo, ed ha precisato che lo Ienni non insistette nel prendere i loro documenti, tanto che lasciava intendere che gli andava bene lo stesso.

Infine nell'interrogatorio di garanzia l'imputato in questione sottolineò invece di non essere a conoscenza della loro età, anzi al contrario, era convinto che fossero studentesse universitarie.

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