È di oggi la triste notizia che giunge circa la morte del grande maestro Claudio Abbado, spentosi nella sua residenza a Bologna all'età di 80 anni. Abbado era stato insignito della carica di senatore a vita lo scorso agosto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rinunciando poi successivamente allo stipendio da senatore per devolverlo alla scuola di musica di Fiesole.

Sempre molto dedito alla musica per tutto il corso della sua vita, figlio di musicista, esordisce al teatro Alla Scala di Milano e diventa qualche anno dopo, nel 1971, direttore dei Filarmonici di Vienna.

Ricevette diversi premi fra i quali quello Mitropoulos della filarmonica di New York e, nel 1997, gli viene consegnata la medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte, riconoscimento della Repubblica Italiana assegnata a chi, fra i tanti, riesce a distinguersi per quel che riguarda cultura, musica e\o arte.

Abbado, malato da  qualche tempo di cancro allo stomaco, malattia che ha tentato di combattere anche con un'operazione chirurgica, ricopriva la carica di direttore musicale dell'orchestra di Bologna; è sempre stato fortemente attivo per diffondere la conoscenza musicale valorizzando le giovani risorse per poter dare anche a loro il giusto spazio.

La morte del maestro della musica lascia un vuoto difficile da colmare non solo per gli appassionati di musica ma anche per tutti coloro che ritengono la musica un bene inestimabile da dover continuare a diffondere e incentivare e non da lasciare fra le periferie degli interessi sociali.