Tre navi militari russe hanno attraversato nel pomeriggio del 4 marzo lo stretto del Bosforo, ad Istanbul, facendo rotta verso il Mar Nero. Le tre navi da guerra sono la SSV-201 Priazovye, accompagnata da due navi da sbarco, la Minsk e la Novocherkassk. Sono state richiamate dal Mediterraneo, dove erano operative, vista la situazione sempre pıù bollente che si sta creando tra la Russia e l'Ucraina in Crimea.

Una scelta dettata dalla priorità che il governo russo ha voluto dare all'attuale crisi nel Mar Nero rispetto alla questione siriana. Ricordiamo che la Russia, alleato del governo di Damasco, ha mantenuto la sua presenza costante con 4 navi da guerra fin dall'inizio della crisi siriana e possiede anche una base navale nel porto siriano di Tartus che risale ai tempi delle relazioni diplomatiche fra Siria e l'Unione Sovietica.

Le rientranti tre unità militari presidieranno il porto di Sebastopoli in Crimea che da 250 anni é una base militare russa nel Mar Nero. Un altro tassello che si aggiunge ad una situazione politica nel Mar Nero dai segnali sempre pıù preoccupanti e minacciosi e che al momento non riesce a trovare soluzioni diplomatiche che possa accontentare i contendenti.

A questo si aggiunge la volontà della Gazprom, il colosso russo monopolista del gas, di minacciare l'Ucraina con lo spettro di una nuova "crisi del gas" dopo quella che nel 2006 ebbe ripercussioni negative anche sulle economie europee.

Il gasdotto russo che fornisce l'Unione Europea passa attraverso l'Ucraina e una nuova crisi energetica porterebbe esiti disastrosi in una situazione economica che nel complesso é già in difficoltà.

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