Di ordinanze bislacche che impongono divieti in giro per l'Italia è facile trovarne: dal divieto di giocare al biliardino dopo le 22, a quello di portare le minigonne, fino a quello che impone di non sostare troppo a parlare per strada o al divieto di fissare troppo un passante.
Poi ci sono quelle ordinanze tacciate come razziste, come già capitò lo scorso agosto in Versilia dove fu vietato ai venditori ambulanti di sostare sotto un ponte per ripararsi dal sole cocente, o come l'ordinanza emessa a Verona dall'amministrazione guidata dal leghista Flavio Tosi che vieta di portare cibo ai poveri senza tetto che sostano nel centro storico.
Ormai denominati anch'essi con un nome straniero: clochard.
Motivo? Forse perché rovinano il decoro urbano pare. E Verona, che è una città molto bella, nonché in generale una società ormai fondata tutta sull'apparenza, non possono permetterselo. Specie ora che è arrivata la primavera, e i turisti aumenteranno esponenzialmente. Per chi viene trovato a disobbedire in un atto di umanità la pena è severa: ben 500 euro.
Alcune Associazioni umanitarie sono già sul piede di guerra, pronte a disobbedire a quest'ordine; abituati come sono ad assistere gli ultimi. Come non ci sta il noto giornalista Gad Lerner, pronto ad organizzare una giornata della solidarietà in vista del 25 aprile: "L'ordinanza del sindaco leghista Flavio Tosi (…) è un'offesa al significato civile del 25 aprile.
Arriveremo in migliaia all'Arena. In migliaia possiamo e dobbiamo disobbedire".
Vedremo se l'iniziativa riuscirà, e se, soprattutto, sortirà qualche effetto. Certo è che i precedenti in lungo e in largo visti per l'Italia di indignazioni varie per qualche ordinanza anche meno discussa e pesante di quella veronese, non lasciano molto ben sperare.