La crisi in Ucraina e Crimea rimane a livello di guardia anche dal punto di vista militare: la Nato ha infatti appena deciso la sospensione di ogni forma di cooperazione con la Russia, confermando quello che il segretario Rasmussen aveva dichiarato alcuni giorni fa.
Il rapporto tra l'Alleanza Atlantica e Mosca, da decenni avversari ma costretti ad una sorta di collaborazione per amor di pace, sta diventando sempre più difficile a causa della strategia americana di accerchiamento della Russia, accerchiamento che ad ora è quasi completo grazie all'ingresso nell'organizzazione di stati quali Polonia, Romania, i tre paesi baltici, e che con l'eventuale ingresso dell'Ucraina sarebbe completo e molto rischioso (cfr l'approfondimento Gli Usa vogliono controllare l'Ucraina e portarla nella Nato per accerchiare la Russia).
Infatti durante l'ultima riunione dei Ministri degli Esteri dei paesi Nato si è deciso di intensificare la cooperazione con Kiev nonchè la "messa in atto di misure immediate e di lungo termine per rafforzare la capacità dell'Ucraina di provvedere alla sua sicurezza". Davvero una situazione preoccupante per il futuro, visto che sono anche previste nei prossimi mesi esercitazioni congiunte tra le Forze armate ucraine e quelle Nato e UE, come previsto dalla risoluzione votata dal Parlamento di Kiev.
Non è finita: la Nato sta studiando nuovi piani di difesa, anzi di autodifesa proprio negli stati ex-sovietici che negli ultimi anni sono entrati a far parte del Patto Atlantico, i quali "ospitano" basi e missili. Come un comunicato informa, ci saranno nuovi dispiegamenti di forze terrestri, navali e aeree, modifiche ai piani di difesa, nuove esercitazioni.