Badoo e cinque baby prostituti nell'occhio del ciclone per un ennesimo episodio di prostituzione minorile sbocciata su un social network. E' successo a Genova dove il giro è stato sventato dalla Polizia Postale. I protagonisti della squallida vicenda, stavolta, sono cinque adolescenti maschi che vanno dai 13 ai 17 anni, tutti studenti, che si prostituivano con uomini di età superiore ai quarant'anni per guadagnarsi una lauta "paghetta".

Gli incontri con prestazioni sessuali avvenivano in un appartamento nel quartiere genovese San Martino, soprannominato emblematicamente "scannatoio", e venivano organizzati tramite annunci "a luci rosse" sul social network d'incontri Badoo.

Del giro facevano  parte inizialmente due rumeni che, coinvolto un minorenne connazionale, lo avevano convinto a prostituirsi, fingendosi maggiorenne. Da principio la ricompensa si limitava ad una ricarica telefonica.

Poi la musica è cambiata. La clientela soddisfatta delle prestazioni, ritornando a farsi viva, ha spinto il baby prostituto a coinvolgere gli altri coetanei, mentre la posta in gioco si faceva sempre più allettante.

Con gli annunci troppo espliciti su Badoo anche le richieste di gioventù fresca e imberbe da parte dei clienti si croncretizzavano in post "a luci rosse", difficili da ignorare. Così la Polizia Postale ha fatto scattare le indagini che hanno permesso di risalire a tutti i protagonisti dello squallido giro.

Al vaglio degli inquirenti sono finiti  i cinque baby prostituti e 20 adulti che ne costituivano l'appetibile clientela. Ad alcuni di questi è stata contestata l'accusa di sfruttamento e di favoreggiamento alla prostituzione e per due degli indagati è stata formulata l'accusa di violenza sessuale aggravata, per un episodio di abuso durante un rapporto sessuale non consenziente.

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