Era sicuro di sé, Blake Wardell, quando ha chiesto all'amica Taylor Ann Kelly di sparargli un colpo con la pistola: "Sparami, ho il giubbotto antiproiettile". Sono state le ultime parole pronunciate da questo ventiseienne della Carolina del Sud, negli Stati Uniti meridionali. Il colpo fatto partire dall'amica diciottenne, infatti, è arrivato in una delle poche zone lasciate scoperte dalla protezione e Blake Wardell è morto.
Una tragica fatalità o, ancora meglio, un pericoloso gioco finito nel peggiore dei modi. Wardell era felice per il suo nuovo giubbotto antiproiettile, ma non voleva accontentarsi di indossarlo; voleva invece provarne anche l'effetto e la tenuta. Così gli è saltata in mente la malsana idea di andare fuori città con degli amici per provare l'indumento di protezione di cui andava tanto fiero.
Giunto nel luogo prestabilito, il ventiseienne ha chiesto all'amica Taylor Ann Kelly di sparargli: la ragazza, spaventata, inizialmente si è rifiutata, ma di fronte all'insistenza e alla sicurezza di Wardell, ha deciso di impugnare la pistola e di accontentarlo: la diciottenne ha così fatto partire un colpo che è andato a segno nel petto dell'uomo, in una zona nella quale il corpo non era ben difeso dal giubbotto antiproiettile. Risultato, Blake Wardell ha perso la vita a soli 26 anni, tradito dalla smania di testare la protezione e dall'eccessiva sicurezza nel prestarsi ad un "gioco" che aveva un'alta percentuale di rischio, aumentata dal fatto che a sparare sarebbe stata una persona che non aveva alcuna dimestichezza con le armi da fuoco.
L'amica, arrestata e interrogata dalla polizia del luogo, si è difesa affermando che in più di un'occasione si era rifiutata di sparare e di aver ceduto soltanto di fronte alle continue insistenze della vittima. Nonostante ciò, però, la ragazza è stata tenuta in stato d'arresto con l'accusa di omicidio colposo.