Una slavina di notevoli dimensioni si è staccata a 1.650 metri di altitudine sul Monte Corvo, uno dei rilievi principali del Gran Sasso, causando la quasi completa distruzione del Rifugio del Monte. A comunicare l'evento è stato il sindaco di Fano Adriano, Luigi Servi, che ha sottolineato la gravità della situazione, affermando: “Poteva essere una Rigopiano‑bis: per un puro caso in quel momento non c’era nessuno sia nel rifugio che nei dintorni”.

La struttura, originariamente concepita come punto di ristoro per i pastori durante la transumanza e di proprietà dell’amministrazione comunale, aveva visto diverse gestioni nel corso degli anni, l’ultima delle quali risale a circa due anni fa.

Il primo cittadino ha inoltre rivelato che “eravamo vicini ad un accordo col Cai di Teramo per affidare loro la gestione”. In passato, una specifica ordinanza aveva vietato l'accesso al rifugio; successivamente il sentiero era stato riaperto, ma le attuali condizioni di innevamento rendono impossibile il raggiungimento. Il rifugio era già stato interessato in passato da episodi simili legati a slavine, fortunatamente senza mai causare feriti.

Il Rifugio del Monte sul Gran Sasso

Il Rifugio del Monte è situato sul Monte Corvo, all'interno del territorio comunale di Fano Adriano, sul versante teramano del massiccio del Gran Sasso. L’edificio si trova lungo il tracciato del Sentiero Italia, un esteso percorso escursionistico che si snoda per circa 8.000 chilometri attraverso l'intera Penisola.

Funzione e contesto del rifugio

Il rifugio svolgeva la funzione di punto di appoggio per gli escursionisti che percorrono il Sentiero Italia, con radici storiche legate alla pratica della transumanza. La sua ubicazione strategica lo rendeva un riferimento logistico e un punto di riferimento importante per chi si avventura sul versante teramano del Gran Sasso.