Non si ferma la scia di violenza verso minorenni e donne che in questi ultimi tempi si sta facendo registrare in India. L'ennesimo atroce episodio riguarda due giovani cugine dalit, cioè non appartenenti ad alcuna casta, che sono state catturate, violentate da una banda di delinquenti e poi impiccate ai rami di un albero di mango. I media indiani riportano che al momento sarebbero sette le persone arrestate, tra le quali figurerebbero anche due agenti di polizia.
Le due ragazzine di 14 e 15 anni vivevano insieme in un villaggio dell'Uttar Pradesh, nella zona nord - orientale della penisola indiana. Entrambe erano scomparse da mercoledì e le persone del luogo si erano prodigate per andare a cercarle. Purtroppo, però, non hanno fatto in tempo ad evitare che finissero nelle mani di un branco di bruti, e hanno potuto soltanto scoprire i corpi senza vita delle adolescenti che penzolavano dall'albero di mango al quale erano state impiccate.
In una fase iniziale, la polizia era sembrata piuttosto contraria nel registrare una denuncia di scomparsa. Poi, di fronte alla pressione popolare, le forze dell'ordine sono state costrette ad agire e ad avviare una serie di indagini. Purtroppo, gli agenti non hanno potuto fare altro che confermare il rapimento, lo stupro di gruppo e l'uccisione delle due ragazzine, denunciando un gruppo di sette persone, tra le quali ci sarebbero anche due poliziotti. Uno di questi sarebbe anche finito in manette, mentre gli altri sono riusciti a scappare rendendosi latitanti. Gli abitanti del luogo, indignati e arrabbiati per l'orrendo delitto, hanno bloccato per ore la strada Ushait - Lilawan, presso la quale dovevano essere trasportati i corpi delle due giovani vittime, diretti all'obitorio.
Quel che rende ancora più raccapricciante la violenza e l'assassinio di queste due adolescenti è il fatto che l'episodio va a sommarsi a tutta un'altra lunga serie di violenze nei confronti di donne e bambine che nell'ultimo periodo stanno aumentando in maniera esponenziale in India. Solo per citarne alcuni, a febbraio venne aggredita una bambina di 9 anni che stava giocando nel cortile di casa; a gennaio una dodicenne era stata violentata e bruciata viva. Anche i turisti non vengono risparmiati, come la donna danese violentata e picchiata durante un viaggio in India. Tutto ciò accade nonostante siano aumentati i controlli da parte della comunità nazionale e internazionale.