I promotori della Repubblica Popolare di Donetsk, con un referendum avvenuto ieri, comunicano di aver vinto con il 95 per cento dei consensi a favore dell'indipendenza dall'Ucraina. Sembra, però, che il voto sia avvenuto senza nessun controllo internazionale.
I rappresentanti della regione di Donbass non aspettano neanche lo spoglio ufficiale e già comunicano le risultanze del referendum. Infatti, a pochissime ore dalla chiusura dei seggi, il capo della Commissione Elettorale del referendum comunica la schiacciante vittoria a favore dei ''si'' (indipendenza dall'Ucraina).
Comunque una vittoria annunciata che ribadisce quanto, in questa ricca regione mettallurgica-mineraria, sia forte la presenza dei secessionisti filorussi.
Molte sono state le critiche sul fronte europeista e su quello americano. Il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, dice che ''il voto per l'Occidente resta illegale''; anche Kiev è fortemente dubbiosa della regolarità del referendum (''farsa criminale ispirata, organizzata e finanziata dal Cremlino'').
Il capo della Commissione ribadisce che ''le perplessità che si hanno in ambito internazionale sulla regolarità del referendum non faranno riconoscere la validità dello stesso alle organizzazioni internazionali. Ma noi vogliamo che attraverso questo risultato il mondo ci ascolti e capisca qual è la situazione''.
Oggi, il Presidente del Consiglio dell'Unione Europea Van Rompuy, sarà a Kiev per continuare a discutere su come stabilizzare la situazione in Ucraina prima delle Elezioni Presidenziali organizzate per il 25 maggio.