Arrestato su ordinanza del giudice delle indagini preliminari Fabrizio Antezza, Angelo Paris, il direttore pianificazione e acquisti e general manager di Expo 2015, con l'accusa di reati contro la pubblica amministrazione.

Le indagini preliminari hanno portato a sei ordinanze di custodia cautelare tra cui quella dell'ex rappresentante Pci, implicato nell'inchiesta "Mani pulite", Primo Greganti, posto agli arresti domiciliari. Il giudice ne ha disposto l'arresto sulla base delle intercettazioni descrivendolo come "un soggetto ritenuto dalla polizia giudiziaria e dai titolari delle indagini legato al mondo delle società cooperative di area Pd, già condannato con plurime sentenze pe dieci reati in materia tributaria e due finanziamenti illeciti a partiti".

Altri quattro sono stati posti sotto custodia cautelare in carcere. Si tratta di Luigi Grillo, ex senatore di Forza Italia, che svolgeva il compito di intermediario sull'assegnazione degli appalti per le infrastrutture lombarde e un altro personaggio noto all'inchiesta "Mani Pulite", Gianstefano Frigerio. In coda troviamo come altro intermediario Sergio Catozzo e l'imprenditore Enrico Maltauro.

Così l'evento che proclamava il rilancio dell'immagine dell'Italia nel mondo, a trecentocinquantotto giorni dalla partenza e centoquarantasette partecipanti ufficiali, si trova in balìa di una nuova bufera dopo quella che ha portato agli arresti domiciliari Antonio Rogoni, direttore generale delle infrastrutture lombarde, per irregolarità sugli appalti, che ora si vede recapitare la seconda ordinanza di custodia cautelare.

Con lui, qualche settimana fa, finì in manette anche il capo ufficio delle gare d'appalto, Pierpaolo Perez.

La città della salute

All'interno dell'inchiesta guidata dai pm milanesi Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio non rientrano soltanto gli appalti per l'evento milanese ma anche quelli riguardanti la "Città Della Salute", nel comune di Sesto San Giovanni, che nella sua progettazione ha prodotto bandi di gara per un totale di oltre trecento milioni di euro. I reati secondo l'accusa si sarebbero protratti fino a poche settimane fa e Rogoni d'accordo con Frigerio, Catozzo, Greganti e Grillo durante incontri personali, avrebbe, consigliato i bandi di gara migliori e più remunerativi.

Ora la Guardia di finanza si sta muovendo per indagare più a fondo nella vicenda, per far luce sui reati di associazione a delinquere, di corruzione e turbativa d'asta.