Teneva acceso lo smartphone anche mentre era in sala operatoria, e si divertiva a chattare e a mandare messaggi durante gli interventi chirurgici. Per questo motivo, una volta scoperto, il dottor Arthur K Zilberstein di Seattle, negli Stati Uniti, è stato sospeso. Con lui, è stata sospesa anche tutta la sua equipe, che probabilmente era a conoscenza di quel che faceva nel corso delle operazioni e non gli diceva niente.

Durante le indagini, la polizia dello Stato di Washington ha intercettato circa 250 messaggi inviati dalla chat del medico, tutti mentre stava in sala operatoria. Non erano comunicazioni di lavoro, ma semplici conversazioni di divertimento, e alcuni erano che dei discorsi piuttosto "piccanti". Ma la mania del dottor Zilberstein di utilizzare il dispositivo cellulare sia in camera operatoria, sia durante gli interventi chirurgici, non si fermava ai messaggi di testo.

L'anestesista, infatti, scattava anche dei veri e propri selfie. Alcuni sono risultati anche di dubbio gusto, visto che sono stati realizzati proprio nel corso delle operazioni, con i pazienti addormentati sul lettino. Quasi sicuramente, non solo una mancanza di rispetto e di attenzione verso chi in quel momento si sottoponeva a degli interventi per motivi di salute, ma anche una violazione della privacy dei pazienti. Una mania che è costata cara al medico di Seattle, che ora si trova sospeso dal servizio, e forse potrà sfruttare al meglio intere giornate di tempo libero per chattare intimamente con le sue corteggiatrici e inviare tutti i selfie che vorrà, basta che resti lontano dalla sala operatoria.