L'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha annunciato la sospensione provvisoria di Matthew Clark, un ciclista amatoriale di 41 anni originario di North Salt Lake City, Utah, dopo che il suo campione è risultato positivo a steroidi anabolizzanti androgeni. L'esito positivo è emerso durante il Campionato mondiale a cronometro UCI Gran Fondo, tenutosi in Australia il 16 ottobre 2025, giorno in cui Clark ha conquistato il titolo nella categoria 40-44 anni. Clark ha conquistato il titolo nella sua fascia d'età percorrendo i 22,9 km del tracciato ad una velocità media di 44,89 km orari.

Ha battuto un gruppo di 31 ciclisti nella sua categoria ed è riuscito a classificarsi terzo assoluto tra 255 concorrenti.

Il caso Clark

La notizia della sospensione, resa pubblica sul sito ufficiale dell'UCI, ha sollevato preoccupazioni nel mondo del ciclismo amatoriale, dove i controlli antidoping sono sporadici e le misure di vigilanza spesso insufficienti. Clark ha recentemente vinto anche il titolo nazionale su strada negli Stati Uniti nella stessa categoria, evidenziando il suo impegno nel ciclismo amatoriale.

La sospensione provvisoria di Clark è un passo iniziale rispetto al processo di verifica dei fatti, che procederà con le controanalisi di rito. Se la positività dovesse essere confermata, l’atleta potrebbe affrontare una sanzione di almeno due anni, ma questo scenario rimane ancora suscettibile di appello.

L'atleta ha la possibilità di impugnare la decisione presso il Tribunale Antidoping dell'UCI o il Tribunale Arbitrale dello Sport.

Il doping nel ciclismo amatoriale

Il doping, purtroppo, non è un problema riservato solo ai professionisti, ma ha iniziato a manifestarsi anche tra i ciclisti master, gli atleti amatoriali che competono nelle granfondo a loro riservate. Negli ultimi anni si è constatato un costante incremento di casi di doping anche nelle gare amatoriali, dove la vigilanza antidoping è carente. Questo fenomeno è preoccupante, specialmente in considerazione della scarsa probabilità di controlli antidoping in molte granfondo.

A differenza dei professionisti, i ciclisti master non sono soggetti agli stessi rigorosi protocolli di test.

Mentre un ciclista della categoria World Tour può essere sottoposto a numerosi test lungo la stagione, sia in gara che fuori, un ciclista master può gareggiare per anni senza mai affrontare un controllo. Tale disparità nella sorveglianza ha contribuito a creare un contesto in cui alcune pratiche non etiche possono prosperare.

Il caso di Clark mette in luce le sfide e le problematiche legate all'antidoping nel mondo del ciclismo amatoriale, sollevando interrogativi sulla necessità di un maggiore controllo e supervisione per garantire l'integrità delle competizioni.