'L'avevo detto io che voi siete inutili' è soltanto una delle frasi (quelle 'pubblicabili' e non farcite da bestemmie) che la maestra 'cattiva' Sara Redivo, indirizzava verso gli undici bimbi della scuola elementare dove lei lavorava in qualità di insegnante di sostegno.
La maestra è stata condannata nel processo a suo carico (con rito abbreviato) alla pena di otto mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena per 'maleducazione'. Non è stata, invece, giudicata colpevole di maltrattamenti, il capo d'imputazione di partenza che prefigurava un reato punibile con una pena ben più consistente.
L'insegnante, 47 anni, svolgeva la propria attività in un'aula della scuola primaria 'Venezian' di Prosecco (Trieste) dove erano presenti alcuni bimbi affetti da diverse tipologie di handicap o disagio: i suoi comportamenti insolitamente bruschi erano stati denunciati, durante l'anno scolastico 2011-2012 da alcuni genitori che si erano insospettati dai repentini cambi d'umore dei loro figli e soprattutto dall'irrefrenabile voglia di cambiare scuola. Si è parlato, persino, di strattonamento ad un bimbo autistico, minacce, scatti d'ira accompagnati da bestemmie ed altri comportamenti gravi rilevati dai carabinieri.
Il pubblico ministero De Bortoli aveva chiesto, in apertura di dibattimento, un anno per maltrattamenti continuati col riconoscimento delle attenuanti generiche (ma senza condizionale), nonchè una condanna per abusi di mezzi di correzione e disciplina. Alla fine, la docente se l'è cavata con il solo reato di abuso di metodi disciplinari, ottenuto dall'avvocato della Redivo, Chiara Centrone che si è battuta fino alla fine nel chiedere l'assoluzione della sua assistita in quanto peraltro incensurata.
Quello dei maltrattamenti o, comunque, di abuso di metodi disciplinari è un reato che, purtroppo, sempre più spesso si sta verificando all'interno delle scuole italiane. Pur comprendendo le sempre maggiori difficoltà nel mestiere d'insegnare, tali atti sono ingiustificabili, tanto più che, in questo caso, sono stati compiuti nei confronti di bambini affetti da diverse tipologie di handicap.
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