Massimo Bossetti, dopo la sua richiesta di essere interrogato dal pubblico ministero Letizia Ruggeri, oggi è stato accontentato. Durante il colloquio durato circa tre ore il presunto assassino di Yara Gambirasio ha voluto chiarire alcuni punti emersi sugli organi di stampa in questi giorni e da lui visti e considerati erronei.

Alla presenza dei suoi legali ha quindi ribadito la sua estraneità ai fatti, confutando di fatto le accuse che gli sono state mosse, prima fra tutte quella del Dna. La presenza di tracce biologiche a lui appartenenti sugli slip e leggins della bambina le ha spiegate come frutto di una casualità, riconducibile alla sua frequente perdita di sangue da naso ed al furto di suoi attrezzi di lavoro, sui quali potrebbero essere state presenti alcune tracce.

A tal proposito i suoi avvocati chiederanno la ripetizione del test del Dna per avere la certezza della totale compatibilità delle tracce trovate sul corpo di Yara con il loro assistito e, se confermate, solo allora dimostrare la relazione della vittima con il loro cliente.

Bossetti, durante il colloquio, ha altresì affermato di non aver mai conosciuto la bambina né di aver frequentato la sua famiglia. Ha confermato di essere stato sul luogo del suo ritrovamento a Chignolo d'Isola una sola volta e con la moglie, ma solo per curiosità. La donna stessa ha confermato questo fatto, affermando come avessero faticato a trovare il posto esatto non avendo familiarità con la zona.

Durante l'interrogatorio il muratore ha contestato alcune testimonianze apparse in televisione che lo volevano assentarsi di continuo dal lavoro, secondo lui raramente e tutte giustificate.

Ha altresì negato di essersi recato spesso in un centro estetico per fare delle lampade, confutando la versione data dal titolare dell'esercizio commerciale.

Le speranze del pm Ruggeri di una completa confessione da parte di Bossetti sono perciò naufragate davanti ad un uomo che nonostante tutto e tutti continua a dichiarare la sua innocenza ed a combattere per dimostrarla. Al suo fianco per ora restano solo i familiari più cari ed i suoi legali, ma è indiscutibile che se la procura non avrà prove più solide di quelle finora mostrate, sarà difficile condannarlo oltre ogni ragionevole dubbio.