Proseguono le indagini sul delitto di Yara Gambirasio che vedono sempre sotto accusa e in carcere Massimo Giuseppe Bossetti. La ragazzina di tredicianni fu rapita, fuori la palestra di danza che frequentava, il giorno 23 novembre 2010. Il suo corpo privo di vita fu ritrovato in un campo tre mesi dopo. Il Bossetti venne arrestato in data 16 giugno 2014 sulla base di risultati espressi dal laboratorio di genetica forense di Pavia che accertò che il DNA del muratore di Mapello coincideva con quello del presunto assassino di Yara Gambirasio, conosciuto come "Ignoto 1".

Bossetti, che è rinchiuso in carcere da più di due mesi e in cella d'isolamento, si è sempre dichiarato innocente e ha spiegato la presenza del proprio Dna sul corpo della tredicenne con frequenti perdite di sangue dal suo naso, storie di attrezzi rubati e rapporti pessimi con i colleghi di lavoro.

Perizia su computer e supporti

Ma adesso ci sono nuovi risvolti. Sono stati eseguiti esami molto accurati sia sul computer che sui supporti informatici attualmente sotto sequestro per ordine della procura di Bergamo appartenenti al Bossetti, che dimostrerebbero come siano stai compiuti parecchi accessi a siti pedopornografici. Dalle analisi risulterebbe che il muratore di Mapello avrebbe svolto molte ricerche in rete inserendo come parola chiave il termine "tredicenni" accompagnato da particolari caratteri e dettagli sempre in ambito pornografico.

E l' ultimo accesso risalirebbe a maggio di quest' anno, cioè un mese antecedente il suo fermo. E sempre dalle perizie informatiche gli esperti avrebbero scoperto che con quella terminologia il computer sarebbe stato utilizzato per scaricare immagini di argomento pedopornografico dalla rete internet.

Naturalmente le perizie sul computer dell'accusato sono soltanto all'inizio, ma già metterebbero in evidenza un interesse sessuale anomalo dell'accusato nei confronti delle ragazzine di tredici anni, la stessa età che aveva Yara Gambirasio al momento del suo assassinio...