Situazione militare in fase di cambiamento nell'Iraq settentrionale.La grande priorità è diventata riconquistare la diga di Mosul in mano ai terroristi del califfato. I peshmerga curdi stanno cercando di cacciare le milizie dell'Isil grazie all'aiuto degli Usa che con i suoi droni e cacciabombardieri ha provocato ingenti perdite agli islamisti che starebbero arretrando per abbandonare le loro posizioni. Il controllo della diga di Mosul è fondamentale per l'economia del territorio e il timore è che i miliziani jihadisti possano farla saltare in aria sommergendo i pozzi petroliferi sotto almeno 10 m d' acqua. Soprattutto di fronte a questo grande pericolo i curdi chiedono insistentemente agli americani e agli europei di non perdere altro tempo nel decidere la fornitura di armi sottolineando come la lotta sia impari in quanto sono costretti a combattere con armi obsolete contro gli islamisti che utilizzano armi più avanzate che hanno saccheggiato nei depositi dell'esercito iracheno.


Anche in Siria la situazione è preoccupante a causa delle presenza di milizie del califfato. Fonti locali parlano di un loro nuovo eccidio compiuto nella Siria orientale con circa 700 vittime appartenenti alla tribù al-Shuaytat perché definiti infedeli. Hadi al Bahara è il presidente della Coalizione nazionale siriana dell'opposizione in esilio che ha chiesto ai paesi occidentali il sostegno militare di cui ha bisogno l'Esercito libero siriano che combatte contro le milizie islamiche del califfato come avviene in Iraq ad opera dei combattenti curdi.


Manifestazioni in Europa


Gli eccidi di yazidi e la persecuzione di altre minoranze religiose ad opera dei miliziani jihadisti ha provocato manifestazioni di protesta in varie città europee. Lo scopo è di dare una scossa ai politici europei affinché agiscano prendendo iniziative per porre fine ai genocidi compiuti dal nuovo Stato islamico. Naturalmente la voce più forte è stata in Germania dove è presente la più grande comunità di yazidi in Europa. Ma non sono mancate altre manifestazioni della comunità curda a Parigi e Strasburgo in favore dei peshmerga curdi. Bruxelles ha dato il via libera alla fornitura di armi ai curdi, ma la decisione operativa deve passare ai singoli governi europei, che al momento hanno inviato soltanto aiuti umanitari nelle zone di guerra Irachene.


Approvate contro sei esponenti dello Stato Islamico una serie di sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza dell' Onu: congelamento dei conti bancari e divieto di viaggiare. E verranno prese iniziative punitive nei confronti di coloro che finanzieranno i terroristi islamici. Lo scopo dell'Onu è di far capire a tutti gli stati membri quanto sia importante bloccare i finanziamenti e i reclutamenti di nuovi jihadisti all'estero che incrementano la politica criminale del Califfato islamico.
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