L'Iraq ha perso più di un terzo del suo territorio, conquistato da un gruppo di sunniti, conosciuti come i più estremisti del paese, che ha creato lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, noto anche con la sigla "Isis". La storia dell'Isis è legata a tre fatti e tre uomini:

- attacchi terroristici 11 settembre e Osama Bin Laden, saudita capo di al Qaida,

- medico egiziano, Ayman al-Zawahiri, successore di Bin Laden;

- Abu Musab al-Zarqawi, giordano che sin dalla guerra tra afghani e sovietici che avevano occupato il territorio dell'Afghanistan, era stato rivale di Bin Laden.

Nel 2000 Zarqawi fonda un suo gruppo differenziandosi dall'al Qaida "tradizionale", che aveva lo scopo di difendere le terre mussulmane dall'occupazione occidentale statunitense intervenuta per ricacciare in Iraq l'esercito di Saddam Hussein che aveva invaso il Kuwait. Zarqawi invece voleva provocare una guerra civile di tipo religioso tra la maggioranza sciita e la minoranza sunnita al potere da molti anni con Saddam Hussein. L'obiettivo di Zarqawi era un califfato islamico esclusivamente sunnita, per questo sabotava le zone turistiche ed economiche rivali ed attaccava con brutalità popolazioni che si sottomettevano al suo potere.

Nel 2003, dopo l'invasione statunitense in Iraq Zarqawi fece esplodere una bomba in una moschea dove fu ucciso anche l'ayatollah Muhammad Bakr al-Hakim, figura centrale per una leadership moderata. Da quel giorno fu un susseguirsi di attentati e nel 2004 Zarqawi costituì l'AQI cioè l'Al Qaida in Iraq. Nel 2006, Zarqawi venne ucciso da una bomba americana, al suo posto Abu Omar al-Baghdadi assassinato a sua volta nel 2010 a cui subentrò Abu Bakr al-Baghdadi.

L'Aqi subì un indebolimento nel 2007 grazie alla strategia attuata in Iraq dal generale statunitense Petraeus, che era solidale con le sue truppe alla popolazione e contribuì a ridurre le violenze e il ruolo di al Qaida per due anni. Nel 2013 AQI cambiò il suo nome in Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIS). Gli scopi dell'avanzata violenta pare siano confusi e mutevoli, addirittura si parla anche dell'aspirazione al controllo del Nordafrica. L'Isis formato da circa 8mila uomini, non può da solo andar lontano ma grazie alle alleanze con le tribù sunnite e con gruppi baathisti, del partito Baath lo stesso di Saddam Hussein, sta ottenendo i suoi scopi.

Tali alleanze per molti saranno di breve durata perchè tra gruppi così diversi spesso si scatenano conflitti interni,se non fosse che l'Isis con la sua brutalità riesce a tenere tutti sotto scacco, anche al Qaida proprio per questo carattere violento ne ha preso le distanze. Il gruppo dopo le vittorie militari in Siria si è lanciato alla sottomissione dell'Iraq, ha dalla sua il vantaggio di non dipendere da aiuti di paesi stranieri, ha fatto una raccolta di soldi, vende elettricità al governo siriano e il petrolio delle centrali e dei pozzi siriani conquistati durante le offensive militari. Con questi soldi paga benissimo i miliziani e questo determina un'ottima coesione interna. Di buone notizie pare ora non che ce ne siano, anzi con l'intervento dei raid americani si è arrivati a quello che nessuno avrebbe voluto, il mondo spera nel ritiro e fa un nuovo appello di pace per una resa incondizionata delle forze dell'Isis e nell'abbandono dei loro piani violenti. La speranza è ancora viva di evitare ulteriori scontri in una zona che ha avuto un vissuto terribile e troppo sangue sparso.

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