L'ISIS avanza inesorabilmente sia in Iraq che in Siria, a colpi di esecuzioni di massa e plateali. L'ultima a far rabbrividire, oltre a quella ai danni del giornalista americano, è stata quella a 250 prigionieri siriani. Proprio ai confini tra i due Paesi che il gruppo islamista stia ponendo radici, pronto a ribaltare tanto il regime di Assad - che ora chiede addirittura l'aiuto degli Stati Uniti - quanto il debole governo iracheno post-Saddam. Gli jihadisti vogliono creare un grande Stato islamico e vogliono riprendersi altri territori un tempo controllati dalla religione islamica: la Turchia, i Paesi nordafricani e centroafricani, parte dell'Asia ma anche l'europea Spagna, islamista fino al Medioevo.

Ed è proprio all'Europa che il Re dell'Arabia saudita manda un avvertimento: l'Isis arriverà nel vecchio continente entro un mese, mentre in America entro due mesi. Una posizione che è stata condivisa da esponenti di altri paesi del Golfo, quali Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait Qatar e Oman. Tutti sentitisi minacciati dal nuovo pericolo islamista, che fa ancora più paura del 2001, apparendo di fatto più armato e organizzato.

Già, le armi. L'esercito dello Stato islamico conta su almeno 50 tank da battaglia, tra cui i M1A1 americani e i T-72 russi, prelevati dalle basi irachene nella regione di Mosul.

Dispone altresì di 250-400 missili terra-aria SA-24, presi dalla base dell'esercito siriano a Tabqa. Nel dettaglio, i sistemi SA-24 sono considerati più potenti degli Stinger, e in grado di colpire diversi bersagli anche durante la notte. Un arsenale destinato ad aumentare ad ogni nuovo successo del gruppo jihadista, proprio perché fa incetta delle armi di chi sconfigge.

Qualche buona notizia viene però dall'Iraq.

Le forze di sicurezza irachene stanno avanzando dal sud, mentre migliaia di miliziani si sono ammassati a nord della città. L'operazione, hanno riferito fonti militari irachene, veniva preparata da giorni. In questo modo si cerca di schiacciare l'esercito dei terroristi. I quali, nel frattempo, hanno anche dimostrato una certa dimestichezza nell'utilizzare il web, per mostrare video propagandistici e i loro eccidi.

Stanno così riuscendo ad arruolare volontari da mezzo mondo, anche dall'Italia. Immigrati di seconda o terza generazioni. Il che dimostra anche il fallimento dell'integrazione. Qualcuno si era illuso di aver sconfitto il terrorismo impiccando Saddam o uccidendo (forse) Bin Laden. Siamo però passati dalla politica imperialista di Bush a quella immobile di Obama.

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