Oggi sono iniziati i voli di sorveglianza statunitensi in territorio siriano, dopo l'ok del presidente Obama, ma Washington non è disponibile a trattare, né a collaborare con il regime siriano. Il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha dichiarato che "non vi è alcun progetto di coordinamento con il regime di Assad". Washington dunque prima di pensare a relazionarsi in termini cooperativistici con la Siria, vuole raccogliere informazioni. Questa è la ragione principale dei voli di ricognizione sul territorio siriano. Malgrado il "no" di Obama a possibili interventi militari in Siria, secondo il Pentagono ciò potrebbe essere determinante colpire l'Isis e sradicarlo dal suo interno. Sul versante Isis: i miliziani non hanno rinunciato alla diga di Mosul.

Stanotte hanno tentato di riprenderla, sferrando un attacco con carri armati, ma i curdi sono riusciti a respingere l'azione. In Siria, invece, i jihadisti hanno conquistato la base di Al Tabqa, a nord di Raqqa. Intanto continuano le stragi: è giunta la notizia dal rappresentante dell'Unicef in Iraq che a luglio l'Isis ha sterminato 700 turcomanni sciiti del villaggio di Beshir, nel nord del paese. E' noto che oltre gli yazidi e i cristiani, anche i turcomanni sciiti sono tra le minoranze che la dottrina integralista sunnita vuole epurare.

Siria: Anche Damasco ha dato il via ai raid nella regione nord-orientale di Deyr az Zor dove si trovano i miliziani dell'Isis. Da più parti, tra cui al-Jazeera di Beirut, vi è il sospetto di accordi segreti presi tra Siria e Usa, considerando che, qualche giorno fa, Damasco era stato categorico: qualsiasi incursione occidentale su sul suolo siriano sarebbe stato interpretato come una violazione alla sovranità dello Stato e un atto di aggressione. Iran: Il presidente curdo Masud Barzani, nel corso di una conferenza con il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif ad Erbil ha dichiarato che i curdi irakeni hanno ricevuto aiuti dall'Iran.

Zarif ha però precisato che il suo paese non ha inviato truppe, solo armi ed equipaggiamenti, in quanto i curdi sono in grado di contenere l'Isis da soli. Solo nel caso in cui le città sciite di Kerbala e Nayaf venissero conquistate dai miliziani jihadisti, Teheran interverrà militarmente e senza vincoli. Le due città costituiscono la linea rossa posta dal presidente Hassan Rohani. Se l'Isis la oltrepasserà tale linea, l'Iran non si tirerà indietro.

La linea rossa iraniana. E' evidente che l'attacco suicida ad una moschea sciita nel cuore di Baghdad dell'altro giorno che ha provocato 11 morti, e la notizia dello sterminio dei 700 turcomanni sciiti di Beshir non sono stati graditi all'Iran che è a maggioranza sciita.

E' stato proprio l'attacco a sciiti che ha fatto porre la linea rossa al presidente iraniano sulle città irakene di Kerbala e Nayaf. Si tratta due città sante dell'Islam dopo la Mecca e Medina. Nayaf ospita la tomba di ʿAlī ibn Abī Tālib (quarto califfo per i sunniti e primo Imām per gli sciiti), trucidato a Kerbelāʾ insieme alla figlia di Maometto, Fatima.