Dopo l'allarme dei giorni scorsi, per i continui terremoti registrati nella zona intorno al vulcano Bardarbunga (Bárðarbunga), che aveva costretto le autorità islandesi a evacuare i turisti dagli altopiani a nord del ghiacciaio Vatnajokull, e a chiudere le strade della zona nel timore che l'eruzione fosse imminente e che potesse causare inondazioni, è iniziata oggi l'eruzione. Ad accorgersene è stato un team di scienziati che stava sorvolando il vulcano e ha notato che il ghiaccio si sta fondendo a causa del calore provocato dalla risalita del magma.

L'Ufficio Meteorologico Islandese ha innalzato l'allerta da "arancione" a "rossa", la più elevata in assoluto, temendo "una significativa emissione di cenere in atmosfera" e una forte attività eruttiva.

Gli scienziati considerano il Bardarbunga sufficientemente pericoloso perché, con le sue ceneri, è in grado di disturbare il traffico aereo nell'Europa del Nord e nell'Atlantico del Nord ed è in grado di causare danni rilevanti in Islanda, provocando inondazioni con lo scioglimento del ghiaccio, anche se non è ancora possibile prevedere se l'eruzione rimarrà sub-glaciale o riuscirà a oltrepassare il "coperchio" ghiacciato e risalire in superficie.

Il vulcano, che giace nascosto sotto oltre tre chilometri di ghiaccio, era silente dal 1910 e aveva annunciato il suo risveglio con un'intensa attività sismica dovuta, secondo i sismologi, al movimento del magma nel sottosuolo, che ha causato anche la deformazione del terreno in senso orizzontale, registrata dai Gps. L'Islanda, che ospita oltre 30 vulcani attivi, in media vive un'eruzione vulcanica una volta ogni 5 anni.

Dopo l'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull, che nell'aprile del 2010 sprigionò nubi di fumo e cenere su tutto il Nord-Europa mandando in tilt, per diverse settimane, il traffico aereo, l'Europa teme un nuovo caos, anche se dopo l'esperienza di quattro anni fa, le autorità aereonautiche hanno imparato ad affrontare al meglio gli effetti delle eruzioni vulcaniche e non si faranno cogliere impreparate.

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