Emergono nuove news in merito al caso di Yara Gambirasio, la giovane di Brembate uccisa brutalmente all'età di soli 13 anni e del cui omicidio è accusato il muratore 44enne di Mapello, Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere dallo scorso 16 giugno. Bossetti negli ultimi tre mesi ha smentito con forza un suo presunto coinvolgimento con l'uccisione di Yara Gambirasio, sottolineando la sua innocenza, sostenuto anche dalla famiglia, compresa la sorella gemella Letizia Laura, vittima di aggressione proprio nei giorni scorsi.

Tanti però sono i dubbi e le prove che incastrano Massimo Giuseppe Bossetti, la cui istanza di scarcerazione presentata dai suoi legali è stata respinta dal gip Ezia Maccora lo scorso lunedì, alla luce di gravi indizi di colpevolezza a suo carico ma anche della possibilità concreta di reiterazione del reato.

Yara Gambirasio news: il cognato smentisce Bossetti, ecco perché

Dalle ultime news aggiornate sul delitto di Yara Gambirasio, emergono inoltre nuovi particolari in merito alle motivazioni che hanno portato il gip a respingere la richiesta di scarcerazione di Bossetti, a partire dalle affermazioni del cognato, Agostino Comi, che andrebbero a smentire il racconto di Massimo Giuseppe relativo al giorno della scomparsa di Yara Gambirasio.

Lo stesso presunto assassino della ragazzina di Brembate, aveva raccontato al cognato di essere passato vicino la casa della famiglia Gambirasio proprio nel giorno della scomparsa di Yara e di aver notato la presenza dei Carabinieri. Un particolare però non esatto in quanto le forze dell'ordine giunsero solo dopo le 19:30, ora in cui Bossetti ha sempre dichiarato di essere stato in casa con la sua famiglia.

Le ultime news di oggi sul caso di Yara Gambirasio, dunque, sottolineano ancora una volta le numerose incongruenze di Bossetti che andrebbero a spiegare le motivazioni che hanno spinto il gip a trattenere in carcere l'uomo, giudicato incoerente e reo di aver fornito "ricostruzioni diverse e confuse". Oltre a questo, le prove che andrebbero ad incastrare Bossetti come il killer di Yara Gambirasio continuano ad essere il Dna (prova regina che ha portato all'individuazione di Massimo Giuseppe) e la cella telefonica alla quale il cellulare di Bossetti si era agganciato la sera della scomparsa di Yara.

Ad aggravare la posizione di Bossetti, il fatto stesso che l'uomo non andò in cantiere il giorno della scomparsa di Yara Gambirasio come svelato dai filmati tratti da alcune telecamere e che vedrebbero il muratore a Brembate tra le ore 18:00 e le 19:00 dello stesso giorno.

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