Ieri sera in un tratto del fiume Brent nell'ovest di Londra è stato rinvenuto un cadavere, forse quello di Alice Gross, la quattordicenne scomparsa dallo scorso 28 agosto. Il corpo non è stato ancora identificato ufficialmente, ma Scotland Yard ha ora aperto un'inchiesta per omicidio. Il corpo sarebbe stato occultato con cura, al fine di non essere ritrovato, nascosto tra la vegetazione. Pur non essendo ancora ufficiale l'identificazione e in attesa della conferma dall'autopsia, la famiglia della ragazzina è stata informata sugli sviluppi che, secondo le parole del comandante di Polizia Graham McNulty, non lasciano ben sperare: "Non siamo in grado di fornire un'identificazione formale il questa fase, ma è chiaro che si tratta di una notizia devastante per tutti coloro coinvolti nella ricerca di Alice.

In questo momento i miei pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Alice". Nel frattempo, le indagini si concentrano sul principale sospettato, un cittadino lettone di 41 anni, Arnis Zalkalns, già condannato nel suo Paese a sette anni di carcere per l'omicidio della moglie, poi seppellita in un bosco, e di cui si sono perse le tracce dal 3 settembre, data da cui manca dal suo alloggio a Ealing, nell'ovest di Londra. L'ultima volta Alice era stata vista il 28 agosto, mentre camminava lungo il canale e poco dopo era stato avvistato lo stesso Zalkalns, in bicicletta lungo il medesimo percorso.

Solo la sua bicicletta è stata recuperata, ma di lui nessuna traccia. L'uomo è scomparso senza portare con sé il cellulare e il passaporto e nessun movimento è stato registrato sul suo conto in banca. Il timore è che l'uomo abbia lasciato già il paese, in auto oppure in autobus. Neppure la sua attuale compagna ha più avuto sue notizie dal 1 settembre, da quando l'uomo le ha inviato del denaro per i loro due figli, aggiungendo: "Arnis è un padre fantastico, non avrebbe mai fatto una cosa del genere".



Per ritrovare la ragazzina, Scotland Yard ha messo in atto la più imponente strategia di ricerca, dopo quella spiegata per individuare gli autori degli attentati di Londra del 7 luglio 2005. Otto unità per un totale di circa 600 agenti si sono impegnati nelle ricerche nella zona dove la ragazza è stata vista per l'ultima volta, come si vede dai filmati di alcune telecamere di sorveglianza, che mostrano la ragazzina, con i capelli sciolti e uno zainetto nero sulle spalle, camminare spedita, guardandosi intorno di tanto in tanto.

E proprio lo zainetto nero è stato ritrovato vicino al canale appena una settimana dopo la sua scomparsa, senza contenere il denaro né il suo iPhone, da lei molto utilizzato per aggiornare la sua vita online, tanto che in un primo momento si è ipotizzata anche la pista del cyberbullismo, in relazione al social network Ask.fm, già noto alla cronaca per episodi di bullismo con adolescenti protagonisti.

In attesa comunque di conferme circa l'identità del cadavere, molte le polemiche sulla sicurezza nazionale. Keith Vaz, presidente della commissione Affari Interni, infatti, ha chiesto al Segretario di Stato per gli Affari Interni Theresa May che in Gran Bratagna si adotti un sistema per individuare le persone con condanne penali che entrano nel Paese, come accade negli Usa, perché "è preoccupante che chi ha commesso gravi reati all'estero possa attraversare le frontiere del Regno Unito senza che le autorità ne siano informate".



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