Sebbene il governo di Ankara abbia deciso al momento di stare a guardare mentre la resistenza curda combatte strenuamente per difendere Kobane, deve fare i conti con i cortei e le manifestazioni che sono scoppiate sul suo territorio e che stanno coinvolgendo le principali città. Lunedì il presidente Erdogan aveva dato per spacciata Kobane, quando l'Isis era entrata in città dopo giorni di assedio, ma sembrerebbe che i raid alleati abbiano avuto l'effetto di far ritirare gli jihadisti da alcune zone periferiche (ad est e sud-ovest).

E' ciò che riporta il direttore dell'Osservatorio Siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman. L'Isis è tuttavia ancora saldamente presente nelle aree orientali e nella periferia meridionale.

Le manifestazioni pro Kobane e contro il mancato intervento della Turchia

La minoranza curda in Turchia, che è composta da 15 milioni di persone, non accetta il mancato intervento per sostenere la resistenza nella città di Kobane.

Le manifestazioni di protesta contro il governo turco si sono concentrate principalmente nel sud - est del paese. In alcuni distretti di 6 province i governi locali hanno imposto il coprifuoco dopo le 18.00. Si tratta di un attacco al potere centrale da parte della minoranza curda che ha preso il via dalla città Diyarbakir, dove si concentra il maggior numero di curdi. Da qui la protesta si è estesa in altre città come Mardin, Hakkari Sirnak e Van, comprese Antalya e Antakya.

Le vittime degli scontri

Gli scontri con la polizia hanno già fatto un totale di 14 vittime. Hurriyet ha riportato che a Diyarbak sono rimaste uccise otto persone. Vicino a Varto è morto un 25enne (agenzia stampa Anadulu). Altre quattro persone hanno perso la vita rispettivamente nel distretto di Kurtalan e di quello di Dargecit, nel sud-est del paese. Un'altra persona è rimasta uccisa a Batman.

Nel distretto Istanbul si è registrato un attacco molotov. Ad Ankara la polizia è intervenuta con il lancio di lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti.

La mobilitazione dei partiti filo-curdi

I partiti filo-curdi hanno indetto la mobilitazione nazionale a favore di Kobane che ha coinvolto anche alcune città europee come Parigi e Milano. Queste manifestazioni si sono mosse contro l'inattività turca.

Il Partito curdo del Popolo democratico (Hdp) ha minacciato il potere centrale: se la città siriana di Kobane cadrà, in Turchia scoppierà l'inferno. Il partito ha promesso di interrompere i negoziati avviati nel 2009. Anche Abdullah Ocalan, il capo spirituale del curdi, ha inviato messaggi ad Ankara affinché impedisca che Kobane cada definitivamente in mano degli jihadisti.

Appello agli Usa da Twitter

Da Twitter è partito un appello agli Usa perché vengano intensificati i bombardamenti sulle postazioni dell'Isis. L'appello ha subito spopolato ed è stato fatto proprio da Ankara che sta spingendo gli Usa affinché intervengano militarmente con maggiore incisività.

I raid non sono sufficienti, occorrono azioni di terra, da alcuni giorni, tuona il presidente Erdogan, mentre i proiettili degli jihadisti cadono sul suolo turco.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto