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Alla fine l'Isis ha mantenuto la sua terribile promessa: l'ostaggio americano Peter Kassig è stato decapitato. La sua uccisione era praticamente stata annunciata durante il video dove i jihadisti avevano fatto fare la stessa fine ad Alan Henning, volontario del Regno Unito. La notizia viene fra le altri forti da Skynews, che parla di un video relativo alla decapitazione effettuata dai terroristi di quindici soldati siriani, fra cui ci sarebbe stato anche l'operatore umanitario Peter Kassig. La metodologia è stata la stessa di sempre: coltello in mano da parte dei jihadisti, prigioneri dell'Isis in ginocchio e decapitazione, solo immaginarlo fa rabbrividire.

Ma chi era Peter Kassig?

L'ultimo prigioniero vittima del massacro dell'Isis, era un ranger americano di 26 anni che aveva lavorato in Siria e in Libano dove aveva fondato "Special Emergency Response and Assistance", un'organizzazione no profit. Aveva frequentato anche dei corsi per diventare assistente medico e si era convertito all'Islam, tanto che il suo nome da Peter era diventato Abdul Rahman. Il 26enne era stato preso in ostaggio in Siria nel 2013, ed era consapevole e spavantato per la sua sorte come testimonia una lettera che aveva scritto ai suoi genitori lo scorso 2 giugno 2014. Le notizie sul video sono in continuo aggiornamento, pare siano postati su qualche sito web e su social network, ma c'è chi riporta come il sito UK del Mirror, che sarebbero stati diversi i video dell'Isis diffusi nel web.

I migliori video del giorno

Nel primo si annuncia la morte per decapitazione di Peter Kassig, la sua durata è di 15 minuti perchè in realtà in aggiunta ci sono le minacce verso la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, ma anche verso i musulmani sciiti e altri. In un altro i 15 soldati siriani uccisi che sarebbero i piloti e gli ufficiali di Bashar Al Assad, il presidente della Siria, e in un altro ancora la decapitazione di un prigioniero, forse quella del povero Peter Kassig. Ha poca importanza comunque sapere i dettagli o la verità su quanti video siano stati diffusi, quello che purtroppo al momento sembra essere certa, è la decapitazione dell'ennesimo ostaggio, in questo caso di Peter Kassig o Abdul Rahman che dir si voglia. L'unica buona notizia tutta da confermare, è che il suo boia sia stato ferito da un attacco americano probabilmente, ma i jihadisti sono tanti e l'Isis continua a far paura. Il califfato va avanti per la sua strada omicida, ma il resto del mondo come pensa di fermarlo?