Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un continuo susseguirsi di indiscrezioni, messaggi sui social network e smentite sulla presunta morte o ferimento di Abu Bakr al Baghdadi, il feroce leader dello Stato Islamico.

Dopo la notizia del suo ferimento in un raid aereo da parte della coalizione americana e dopo la conferma della sua morte e l'annuncio di presentazione del nuovo Califfo, l'ultimo audio messaggio non fa altro che aggiungere mistero sulle sorti di Al Baghdadi. Di fatto, le notizie circolate finora non sono mai state confermate da autorità o fonti ufficiali.

Il messaggio consiste in un audio di 17 minuti in cui a parlare sarebbe proprio lui, il Califfo, che torna a spaventare l'Occidente con una chiara minaccia, istigando la battaglia sul terreno "fino all'ultimo soldato". La notizia è stata resa nota da Site, sito americano che si occupa di monitorare le azioni dell'estremismo islamico sul web.

Le sue parole si riferiscono al presidente americano Barack Obama, sottolineandone il fallimento nella sua compagna di raid aerei che, a suo dire, non hanno affatto indebolito l'Isis né arrestato o rallentato l'avanzata dello Stato Islamico. 

Si rivolge a tutti i jihadisti e li esorta all'attivismo, ad operare in ogni dove, "portando i vulcani della jihad ad eruttare ovunque", riferendosi ai tanti lupi solitari sparsi nel mondo, in particolar modo negli stati occidentali.

Nell'audio la voce registrata fa riferimento all'annuncio del 9 novembre del governo americano di inviare altri 1.500 soldati nelle zone calde, mentre riferisce l'intenzione dello Stato Islamico di proseguire l'avanzata espandendosi nei territori di Yemen, Egitto, Libia e Algeria. "La marcia andrà avanti finché non raggiungeremo Roma, i crociati saranno sconfitti".

Queste parole ricordano la copertina della rivista online "Daqib", in cui la minaccia alla cristianità si palesava con un'immagine della bandiera nera dell'Isis che sventola sull'obelisco di piazza San Pietro.

Nei 17 minuti non c'è nessun riferimento al suo presunto ferimento o uccisione, ma la diffusione stessa della suo messaggio ha il preciso intento di voler far sapere al mondo che il Califfo è vivo ed è ancora più motivato e determinato nei suoi intenti di conquista.