Era intervenuto per fare da paciere tra un marito e una moglie che stavano litigando, ma alla fine si è ritrovato coinvolto a sua volta in una colluttazione, ed ora è ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Questo, in breve, il destino che si è abbattuto su un uomo di 65 anni, portatore di pacemaker, che nella mattinata di sabato 1 novembre, dinanzi ad un bar a Tor San Lorenzo, nei pressi di Roma, è stato raggiunto da numerosi pugni al petto che hanno danneggiato il pacemaker causando un blocco cardiorespiratorio.

Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dai carabinieri, la vittima, Giuseppe Crisafulli, si è avvicinata ad una coppia che stava litigando, per evitare che la situazione degenerasse. L'uomo, Mirko Profili, 40 anni, ha reagito male e ha cominciato ad insultare il 65enne. Ne è scaturita una discussione, al culmine della quale Profili ha perso la testa e si è avventato su Crisafulli, colpendolo più volte al petto con violenti pugni. I forti colpi hanno danneggiato il pacemaker del 65enne, il quale si è accasciato al suolo privo di sensi.

I soccorsi hanno trasportato l'uomo dapprima all'ospedale di Anzio, ma appena i medici si sono resi conto che le condizioni erano molto gravi, è stato predisposto il trasferimento al San Camillo di Roma, dove ora Crisafulli è ricoverato in terapia intensiva in condizioni critiche. Nel frattempo, i carabinieri hanno indagato sull'accaduto e sono riusciti a risalire a Mirko Profili, arrestato dalle forze dell'ordine con l'accusa di tentato omicidio.

La situazione dell'aggressore è aggravata dal fatto che avrebbe agito per futili motivi, picchiando uno sconosciuto che era intervenuto per separarlo dalla moglie, con la quale stava litigando per strada. Un testimone, che al momento dell'aggressione si trovava nel bar dinanzi al quale si è verificata la triste vicenda, ha riportato che il quarantenne avrebbe colpito la vittima con "pugni bestiali". Del resto, se il pacemaker ha riportato danni tali da causare un arresto cardiorespiratorio al 65enne di Tor San Lorenzo, si deve essere trattato di colpi diretti e molto forti inferti al petto e al torace dell'uomo. 

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