Nato il 19 gennaio 1958 a Yesiltepe in Turchia, Mehmet Ali Agca entra prestissimo a far parte dell’organizzazione terroristica turca di estrema destra conosciuta come “Lupi grigi”, comandata da Oral Celik.

Nel ’79 uccide il giornalista e direttore del quotidiano liberale Milliyet Abdi Ipekci. Ma è nel 1981 che il suo nome entra in tutti i libri di storia. A San Pietro, infatti, attenta alla vita di Papa Giovanni Paolo secondo con tre colpi di pistola.

Arrestato e processato, viene condannato all’ergastolo. Mentre miracolosamente il Papa riuscirà a sopravvivere all’attentato.

Un attentato di cui non si scoprì mai né mandante né movente. Da quel giorno 107 versioni furono cambiate dal terrorista turco. Il quale nell’82 ammette l’esistenza di un possibile collegamento fra l’attentato al Papa e i servizi segreti bulgari. Collegamento mai verificato e sua volta smentito.

Nel 2000 ottiene la libertà in Italia, per mezzo della grazia concessagli da Carlo Azeglio Ciampi. Rimpatriato a Istanbul dovrà scontare altri 10 anni di reclusione per l’uccisione del giornalista Ipekci.

Dal 2010 è ufficialmente, però, un uomo libero. Rivelazioni sconvolgenti, collegamenti improbabili fra eventi storici i più disparati, interviste esclusive hanno caratterizzato la vita da libero di Ali Agca.

Divenuto, ormai, quasi una reliquia vivente, mitizzato da media e giornalisti, testimone unico di una verità ai più sconosciuta.

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