Massa si conferma centro d'arte e di fotografia, crocevia estivo sempre più autorevole di artisti e tendenze globali. Venerdì 12 agosto alle ore 19.30, presso la splendida cornice del Sepolcreto Cybo Malaspina, gioiello inserito nel prestigioso contesto del Duomo apuano, prenderà il via il progetto culturale di Michele Piovesan. Per due settimane sarà aperto al pubblico. L’evento, curato da Alice Procopio, vede per la prima volta nella provincia apuana la partecipazione del celebre fotografo e regista veneto, sotto la direzione scientifica dello storico d’arte Marco Marinacci ed anche grazie alPatrocinio delConsiglio Regionale della Regione Toscana.
Il progetto è stato fortemente voluto da Alice Procopio, che ne ha curato la messa in opera ed i dettagli. Compito non facile: una parte della critica ha definito il progetto di Piovesan come una ricerca, un viaggio onirico e spirituale volto alla rappresentazione tangibile dell’anima del suo mondo. "Quello di Piovesan - ha spiegato Procopio - è un mondo ritmato dal succedersi di incontri casuali con oggetti comuni, immagini e frangenti tratti dalla vita di tutti i giorni. In tal senso osserviamo squarci di luce promanare da sottofondi scuri, mura diroccate il cui contorno sfuma e diventa un tutt’uno indistinto con la realtà circostante, residui di quotidianità, echeggianti la vita di paese, il lavoro operaio e contadino ma anche il gioco ed il sorriso infantile simboleggiare, ammantati di luce o caduchi nel buio, l’alternarsi di giorno e notte, il susseguirsi binario di vita e morte, il ritmico pulsare di suono e silenzio, la fatica che lascia spazio al riposo ed alla gioia. Negli scatti di Piovesan si va configurando, come già taluni colgono, una forma di lirismo che potremmo definire di ricerca, perché finalizzato al ritrovamento dell’archetipo, dell’anima delle cose comuni; è la ricerca in sé stessa il senso primo del progetto fotografico di Piovesan. L'artista chiede allo spettatore uno sforzo, quello di cogliere, sotto la trama dell’immagine, afflato, sembianze ed il rumore rassicurante della vita di tutti i giorni, lo invita a farsi partecipe della sua esperienza".
Il valore scientifico dell'evento è stato garantito dal Professor Marinacci, che ha coordinato la direzione scientifica della mostra. "La fotografia Piovesan sposa perfettamente il genius loci del Sepolcreto Cybo Malaspina a Massa - ha spiegato Marinacci -. Grazie all'esperienza acquisita attraverso il progetto sulla "Pietà Condotta" di Michelangelo, Piovesan è il primo artista visivo a coglierne in chiave fotografica i caratteri ambientali, grazie a un intervento che lavora sul peso della materia". Pensiero confermato dallo stesso Piovesan. "In questi ultimi anni - è la voce dell'artista - è maturata una forte esigenza di concentrare la mia ricerca, verso un nuovo concetto di supporto all’immagine, perciò ho eseguito alcuni test con diverse tecniche, fino al raggiungimento di ciò che avevo in mente. I dieci scatti di “Trame e Audito” trasformano enormi lastricati di marmo in tessiture di luce e ombre, che, in precario equilibrio tra pesantezza e leggerezza, raccontano di un paesaggio notturno completamente desolato, ma ricco di trame. Sono i “contrasti”, ad attrarre la mia attenzione, far convivere gli opposti, come il buio e la luce, il suono e il silenzio, la presenza e l’assenza attraverso un fermo immagine.".
L'evento di Piovesan è inserito nel programma del Premio San Domenichino, manifestazione letteraria che ha raggiunto negli anni fama internazionale.
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