Secondo autorevoli fonti ufficiali americane riportate stamani dal New York Times, l'ostaggio americano Luke Somers, 33 anni, giornalista americano, rapito in Yemen da Al Qaeda nel settembre 2013, sarebbe rimasto ucciso durante un tentativo per liberarlo mediante un raid organizzato da corpi speciali americani paracadutati in zona allo scopo di salvare l'ostaggio. Purtroppo secondo quanto riportato dal noto quotidiano americano e anche secondo quanto dichiarato dalla stessa sorella del giornalista avvisata a quanto pare dall'Fbi, il tentativo non sarebbe andato a buon fine e dunque l'uomo sarebbe rimasto ucciso durante gli scontri.

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Le dinamiche ancora sono poco chiare in quanto le informazioni giunte fino a questo momento sono ancora molto frammentarie e dunque non permettono al momento di ricostruire l'accaduto in maniera precisa.

A quanto pare però le fonti avvisano che durante il raid in questione sarebbero rimasti uccisi anche dieci miliziani, mentre fra le unità speciali americane non ci dovrebbero essere state vittime. La Casa Bianca al momento non si è ancora espresso sull'accaduto anche se in giornata si aspetta una conferenza stampa del Presidente Obama per chiarire esattamente come siano andate le cose in Yemen.

Un piccolo giallo è sorto in quanto presso il ministero della difesa di Saana era giunta la notizia che l'ostaggio americano era stato liberato e messo in salvo ma a quanto pare la notizia era purtroppo errata. Da segnalare fra le altre cose come il pentagono in precedenza aveva già annunciato di aver effettuato un precedente raid per salvare l'uomo ma che questi purtroppo non era andato a buon fine in quanto il luogo scelto per l'attacco in cui si pensava che l'ostaggio potesse essere imprigionato in realtà non era il luogo giusto.

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Questa purtroppo è l'ennesima vittima americana in medio Oriente e purtroppo visto e considerato che in mano ai gruppi terroristici vi sono ancora numerosi altri occidentali fra cui diversi americani, si teme che possa non essere purtroppo l'ultima vittima di questa che ormai ha preso i connotati di una vera e propria guerra senza confini.